Il giornalismo calabrese è in lutto dalla serata di ieri. A sessantadue anni, si è spento nell'ospedale di Padova, dove si trovava ricoverato da tempo, Paolo Pollichieni. Nulla da fare per il noto cronista che non è riuscito a superare la fase post-operatoria di un delicato intervento chirurgico.

Una lunga carriera costellata di affermazioni significative, quella di Paolo Pollichieni nel pianeta dell'informazione. Prima corrispondente dell'agenzia Ansa, poi caposervizio reggino della Gazzetta del Sud, dal 2007 al 2010 aveva abbracciato la causa di Calabria Ora, lasciando quel giornale quando l'editore aveva preteso di averne il controllo sulla redazione. Da lì l'avvio della sua esperienza online con la fondazione del Corriere della Calabria, sito di informazione del quale è rimasto direttore fino all'esalazione dei suoi ultimi respiri. Tra le sue specificità, l'amore per la cronaca nera e giudiziaria, ma è difficile dimenticare anche i taglienti commenti politici di un giornalista irriverente e mai incline o sottomesso al potere. Pollichieni ha sempre mostrato estrema lucidità nelle sue analisi e le riflessioni che sottoponeva ogni giorno all'attenzione dei lettori, non erano mai scontate o banali, ma nascondevano sempre un "quid" da cui emergeva la sua straordinaria capacità interpretativa della realtà a 360 gradi. Originario di Locri, lascia la moglie e due figli.

A loro, ma anche ai colleghi del Corriere della Calabria-L'Altro Corriere, la più sentita vicinanza degli editori, del direttore e della redazione di Zoom24.