Provincia Vibo, diffida del presidente alla banca: "Pagare stipendi"
L'Ente deciso a procedere anche legalmente per tutelare i propri interessi qualora non venissero accantonate le somme necessarie
L’amministrazione provinciale passa alle vie di fatto. Stamane un'infuocata assemblea che ha sortito alcuni effetti. Il presidente Andrea Niglia ha preso carta e penna e ha diffidato il tesoriere a pagare gli stipendi arretrati di aprile e maggio 2017, con l’avvertimento che procederà “legalmente a tutela dei propri interessi, qualora venissero effettuati accantonamenti di somme per il pagamento della rata dei mutui in scadenza a dicembre, oltre il limite previsto dalla convenzione vigente e senza che venga effettuata un’analisi dei futuri flussi di cassa”.
La missiva è stata inoltrata anche alla Banca d’Italia per gli opportuni ed eventuali adempimenti di competenza, alla Prefettura ed alle varie autorità istituzionale a cui “ci si appella per il sostegno e la ricerca di strategie condivise per il superamento di questo impasse”.
“Si ribadisce, qualora fosse necessario- scrive il presidente Andrea Niglia - la preoccupazione, in merito all’esasperazione di molti lavoratori che non riescono neanche a coprire le spese per raggiungere il posto di lavoro e che in assemblea odierna hanno chiesto di attivare le procedure per lo “stato di agitazione e mobilitazione del personale”: tale situazione diviene in sé, oltre alla sua intrinseca natura, un serio problema di ordine pubblico, da non sottovalutare”.
“Si porta a conoscenza a tutti i destinatari della presente -prosegue il capo dell’Amministrazione provinciale - circa la decisione presa nella riunione di oggi, quale esito dell’Assemblea dei lavoratori supportati dalle organizzazioni sindacali dove sono stati evidenziati le gravi difficoltà economiche del personale, nonché grande preoccupazione per il crescendo delle difficoltà in tema di sicurezza e garanzia dei servizi offerti ai cittadini”.
Non da meno Niglia, ormai esausto di ribadire e segnalare ai vari Uffici governativi, la situazione dell’Ente Provincia, puntualizza “che se non cambierà immediatamente la situazione della “Problematica Vibo” con risposte certe e risorse sufficienti a garantire il mantenimento delle competenze fondamentali in capo alle province, e il soddisfacimento delle retribuzioni dei dipendenti, sarà costretto, con il supporto dei dipendenti e con azione sinergica in parallelo con le organizzazioni sindacali al blocco dei servizi erogati, quali la chiusura delle scuole secondarie non agibili e successivamente quelle a cui non verrà garantita l’erogazione del combustibile per il riscaldamento e/o i servizi di telefonia e luce, nonché la chiusura di tutte le strade provinciali dichiarate dal servizio viabilità meno sicure e l’aumento della limitazione della velocità sulle altre a cui non si potrà garantire la manutenzione”.
“Voglio ricordare – conclude Niglia - che una recente relazione della Corte dei Conti ha giudicato i tagli alle Province "illegittimi e irragionevoli, tali da rendere impossibile lo svolgimento delle funzioni istituzionali", quindi lesivi del principio di buon andamento della pubblica amministrazione, ancor di più aggravati in questo territorio con forte disagio economico e sociale e dove lo scompenso strutturale si ripercuote in termini negativi anche sulla liquidità, determinando l’impossibilità per l’Ente, come già detto, di poter programmare interventi concreti sul territorio, e la quasi assoluta certezza di non potere assicurare le retribuzioni al personale nei prossimi mesi”.
