Siamo arrivati per fortuna all'ultimo bilancio di previsione che questo esecutivo porta in aula. Dico per fortuna, caro sindaco, perché per fortuna la sua amministrazione è di fatto giunta al capolinea. Se ancora non lo è nella forma, di certo lo è nella sostanza. E non da oggi. Vede, sindaco, il bilancio di previsione è il documento politico-programmatico più importante in assoluto per un ente, racchiudendo nelle sue voci l’idea complessiva di città che una maggioranza di governo esprime. Ed anche su questo mi sia consentito di sottolineare come, di fatto, e noi consiglieri lo sappiamo bene, la maggioranza nella sua interezza - superfluo dire che per l’opposizione non c’è stato alcuno spiraglio - poco o nulla ha potuto proporre nel merito. Quello che ci chiedete di approvare, e che subito anticipo che personalmente boccerò, è un bilancio elaborato nelle segrete stanze come vostro costume ormai, redatto senza il minimo coinvolgimento di chi è chiamato a rappresentare in questa aula la cittadinanza, senza confronto, senza condivisione. Un bilancio chiuso da lei e dal suo assessore, è evidente, e dagli uffici finanziari.

Ma vede, caro sindaco, la politica è ben altra cosa. La politica è proposta, progetti, condivisione, ascolto. Tutti concetti a voi completamente sconosciuti. Non credo serva che io argomenti nel dettaglio ciò che sto dicendo, poiché la pochezza politica di questa amministrazione è sotto gli occhi di tutti: da oltre un anno ormai non avete i numeri neanche per giocare a nascondino, figurarsi per portare avanti e approvare proposte e idee di sviluppo della città e delle frazioni.
Il malcontento è percepibile qui, in questo palazzo, ogni giorno. Lei dovrebbe prendere atto, dovreste tutti prendere atto, che questa maggioranza, questo centrodestra, non è più quello che ha vinto, anzi direi ha trionfato, alle elezioni del 2019 quando era sostenuta da 22 consiglieri su 32 in consiglio (oltre il 65%) e dopo 6 sei mesi sono diventati 23(oltre il 67%) Ebbene, se la abbandonano i suoi stessi consiglieri come pretende che debbano starle dietro i cittadini. La gente è stanca, sfiduciata, continua ad ascoltare e non capire. E qui entriamo nel merito dell’attività amministrativa. non intendo lasciarmi andare a facili considerazioni, dicendo che tutto è rimasto fermo a quattro anni fa, che nulla si è fatto in tutti i settori. Però, se si escludono i passi in avanti sulla raccolta differenziata, se si esclude qualche cantiere aperto qua e là - lasciamo perdere con quali criteri, con scelte che lasciano di stucco - francamente pur sforzandomi non riesco a vedere grandi cose.Vibo non certo ha cambiato volto e di questa tanto decantata Vibo del futuro non vi è alcuna traccia. Quattro anni fa noi cittadini pagavamo tributi con aliquote al massimo; ora siamo riusciti nell’incredibile impresa - e non sto qui a discutere come e perché - di pagare addirittura più di prima. Ci direte che il Comune si è limitato ad adeguarsi ai canoni Arera, ci direte che l’addizionale Irpef è il pegno da pagare per il cosiddetto “Salva Vibo”, ci direte mille cose. Tutto e il contrario di tutto, come da copione.

Ma la realtà, invece, ci dice che le strade sono piene di voragini che ci riempiono di paura ed anche di vergogna per i turisti costretti a scansarle. Che le spiagge siamo a luglio ed ancora sono nelle condizioni che sono. I maciapiedi non sono fruibili e sembrano un campo minato Che il nuovo piano del trasporto pubblico locale giace ancora nei cassetti, malgrado ogni anno puntualmente ci veniate a raccontare che è pronto. Che un piano degli impianti pubblicitari, che avrebbe fruttato centinaia di migliaia di euro per le casse dell’ente, non sapete neanche cosa sia, mentre vi viene molto più agevole mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Che il dissesto idrogeologico di Triparni è ancora lì a far paura, e pure in questo caso a farci vergognare. Abbiamo a disposizione , da almeno 5 anni, dei fondi per mitigare il rischio idrogeologico di alcuni torrenti ma i lavori non sono ancora iniziati. Che i bambini di Porto Salvo sono ancora nel capannone industriale invece che in una vera scuola. Vogliamo parlare di Vibo Marina? Bene: il porto, argomento principe di ogni campagna elettorale poiché unica vera infrastruttura in grado di dare una svolta strutturale all’economia locale. Cosa avete fatto di concreto sul porto in quattro anni? Niente. Zero.
Tutte cose che avrebbero dovuto indurre ognuno di voi a trarre le logiche conclusioni. Ed invece siamo ancora una volta qui ad ascoltare che Vibo rinascerà. Ancora. Ma basta!

Quanto alla pronuncia della Corte dei Conti, vi è stata una sonora bocciatura delle politiche di bilancio effettuate dalle amministrazioni di centro destra che si sono susseguite, lei si è affannata a ribadire a più riprese che Vibo non è in dissesto. Ma evidentemente non è neanche completamente fuori dal dissesto. Ed è costretta, ancora una volta, ad andare a Roma col cappello in mano a chiedere ad altri di pagare i disastri che abbiamo combinato noi. Anzi, che hanno combinato le amministrazioni di centro destra che si sono susseguite negli ultimi anni caro sindaco. Lungi da me, ovviamente, imputare responsabilità di carattere personale, ma politicamente la sua amministrazione è in perfetta continuità con quelle nate dal 2010 e forse anche prima ad oggi. L’inadeguatezza di questa amministrazione, poi, la si vede anche nelle piccole cose. Non siete stati capaci in tutti questi anni di approntare un bando serio per la concessione del Parco archeologico, non siete stati capaci di imporvi sulle ditte che hanno distrutto quel poco di strade che avevamo, non siete riusciti a mettervi al pari nel settore delle Politiche sociali. Inoltre l’estate è iniziata da un pezzo ed ancora non c’è uno straccio di calendario degli eventi, quando paesini minuscoli, anche della nostra stessa provincia, hanno allestito cartelloni da farci impallidire. E noi siamo il capoluogo. Anzi, da quanto abbiamo letto c’è il fondato timore che riuscirete anche nella mirabolante impresa di “bucare” pure Vicoli DiVini, vero appuntamento principe dell’estate.

Inutile dilungarmi oltre, caro sindaco. Credo che questo quadro desolante, che ahimè ho qui rappresentato, sia sufficiente a motivare il mio voto contrario a questo bilancio e spero anche quello della maggioranza dei consiglieri presenti in aula per ridare la parola agli elettori vibonesi che meritano di assere amministrati da un alternativa valida al centro destra.

Marco Miceli 


capogruppo "Vibo democratica"