Tre anni fa l'omicidio di Francesco Prestia, la mamma: "Chiedo che sia fatta luce"
Sono trascorsi tre anni dall’uccisione di Francesco Prestia Lamberti, il giovane studente-calciatore, di appena 15 anni, trucidato nelle campagne di Mileto a colpi di pistola da un suo coetaneo che è stato condannato a 14 anni di reclusione.
Oggi su “Gazzetta del Sud” interviene ancora una volta la madre del giovane ucciso, Marzia Luccisano che da anni insieme all’associazione “Libera” incontra gli studenti delle scuole per raccontare la storia drammatica del suo figlio con tante prospettive e una vita davanti, vittima di mano assassina e per invocare a gran voce giustizia e verità. “Su mio figlio - afferma - chiedo che venga fatta giustizia fino in fondo. “Non tutto è venuto fuori. Ci sono sicuramente oltre al reo confesso-delle persone coinvolte ancora libere. Tempo fa, prima del Coronavirus, ne ho parlato con i magistrati i quali mi hanno assicurato che stanno lavorando”.
Di questo delitto terribile – una pagina tristissima che Mileto non ha mai dimenticato - si è autoaccusato sin dalle prime ore un altro quindicenne che la sera stessa di quel 29 maggio indicò ai carabinieri il luogo in aperta campagna, sito nella località “Vidaciutu” nel rione Calabrò, in cui, a suo dire, sarebbe stato consumato il crimine al culmine di una banale discussione scaturita - secondo le sue dichiarazioni - da motivi di natura sentimentali.
