Sta destando pareri discordanti la nomina, da parte del governatore Occhiuto, dello stilista Anton Giulio Grande a commissario straordinario di Calabria Film Commission. Sono in tanti ad apprezzare la figura del famoso stilista di caratura internazionale, vedendo nella stessa un valore aggiunto per la fondazione e un nuovo slancio per la Calabria. Ma altrettanti discutono la scelta di un professionista della moda come guida di un settore, quello della settima arte, ben più complesso e articolato, che in Calabria-nonostante le sue grandi potenzialità-non ha ancora la considerazione che merita.

Perplessità sono state espresse dai consiglieri regionali Pd consiglieri regionali Pd Nicola Irto, Ernesto Alecci, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Raffaele Mammoliti: "A prescindere dalle vicinanze politiche di Anton Giulio Grande o al fatto che, stando almeno alle voci di corridoio, questa potrebbe essere una nomina a termine, rimangono tanti interrogativi. Intanto quali criteri di merito sono stato seguiti per arrivare alla nomina? Le qualità dello stilista non sono in dubbio nel suo campo, ma perché affidargli la Film Commission invece di un altro incarico più consono alle sue competenze? E poi: la giunta ha o non ha un’idea di sviluppo per la Film Commission e per la cinematografia calabrese? Anche in questo caso sarebbe opportuno sapere in che modo questo eventuale programma di sviluppo possa riconoscere nello stilista lametino la sua guida. Abbiamo la sensazione, purtroppo, di trovarci davanti ad una nomina estemporanea, magari utile a puntellare qualche equilibrio politico, fatta guardando solo all’altisonanza della figura professionale, senza che dietro ci sia alcuna programmazione o idea di sviluppo. Ed è molto grave in un settore che meriterebbe ben altra attenzione".

Per Ivan Cardamone, assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro "Non si mettono certamente in discussione le qualità e le competenze che Grande ha saputo dimostrare nel suo settore di riferimento, quello della moda, ma non si comprende quanto gli abiti e le pailettes possano avere a che fare con un mondo, il cinema, che ha tutt'altre specificità e richiede peculiari conoscenze. Una scelta del genere non può che turbare l'opinione pubblica e mortificare le tante professionalità che nel cinema, sotto tanti punti di vista, hanno costruito il proprio percorso, in Calabria così come in tutto il panorama nazionale. Ancor più incomprensibile è l'aver interrotto un nuovo percorso, iniziato con la compianta Jole Santelli, che oggi vede stravolta la sua idea originaria. La nomina di Grande sembra rispondere, più che altro, a criteri puramente politici piuttosto che a requisiti tecnici. Così facendo, però, si aggrava il deficit di fiducia e di credibilità che separa i cittadini dalle istituzioni".

Si è dichiarato soddisfatto, invece, il parlamentare leghista Domenico Furgiuele, che ha commentato: "La nomina di Anton Giulio Grande a presidente di Film Commission è una notizia che fa bene alla Calabria. Da tempo Grande mostra interesse e sensibilità verso i temi della ripresa culturale e della promozione dell’immagine della Calabria. La sua opera non è più solo quella dello stilista di prestigio, conosciuto in tutto il mondo, ma di ambasciatore di fatto della nostra terra, che non manca di illustrare premio dopo premio. La scelta di questo grande lametino per la guida di un ente strategico per il rilancio della cultura calabrese è, dunque, in linea con il talento di Anton Giulio Grande, che finalmente potrà servire le istituzioni".