Vibonese, missione riscatto a Lamezia: Fanello suona la carica per il derby salvezza
Rossoblù a caccia di gol e punti pesanti contro la Vigor: il tecnico ritrova il suo passato ma non ammette distrazioni. «Il margine d'errore si riduce, conta solo muovere la classifica»
La strada verso la salvezza diretta resta in salita, ma in casa Vibonese soffia un vento di moderato ottimismo. I rossoblù si preparano alla delicatissima trasferta contro la Vigor Lamezia, valevole per la ventinovesima giornata del campionato di Serie D (girone I), con la consapevolezza di chi ha finalmente trovato una propria identità tattica, pur dovendo fare i conti con un’astinenza realizzativa che sta diventando un fardello psicologico pesante.
Gli ultimi turni contro Ragusa e Messina hanno inviato segnali inequivocabili: la squadra è viva. Se la classifica ha ripreso a muoversi con due pareggi consecutivi, resta però il dato allarmante dei sei turni senza reti. Un digiuno che stride con la mole di gioco prodotta, specialmente nelle ultime uscite dove la manovra è apparsa più fluida e coraggiosa. Proprio sulla cronica difficoltà nel gonfiare la rete si è soffermato in settimana il tecnico Danilo Fanello, peraltro grande ex dell’incontro: «Questa situazione del gol purtroppo la conosciamo, ma siamo arrivati parecchie volte in porta, così come successo a Ragusa. Prendiamo questo aspetto come positivo perché siamo stati bravi a creare i presupposti».
Il mister non nasconde però la necessità di un cambio di passo immediato: «Lavoreremo ancora sulla finalizzazione e sui movimenti. I ragazzi sono molto giovani e sono i primi a soffrire per questa mancanza. La lotta salvezza durerà fino all’ultimo e nessuno può abbassare la guardia».
Inutile dire che l'imperativo è vincere, per ritrovare quei tre punti che mancano dal derby contro il Sambiase e interrompere un digiuno di gol che dura dal 1° febbraio. Fanello, in conferenza stampa, ha alzato l'asticella della tensione: «Sarà senz'altro un'altra sfida importante. Ogni partita assume un valore in più perché il margine di errore si riduce progressivamente, così come il numero delle gare rimanenti. Di conseguenza conta solo fare punti».
Per il tecnico sarà un "derby nel derby": «Lamezia è casa mia, seguivo la squadra fin da piccolo e l'ho allenata fino allo scorso anno, dunque tornare fa sempre piacere perché è la mia gente». Ma i sentimenti, domani, dovranno lasciare spazio alla cattiveria agonistica. Di fronte ci sarà un avversario ostico che nel girone di ritorno ha viaggiato a ritmi da playoff. La Vibonese non può più permettersi marce ridotte: serve trasformare il "malessere" degli attaccanti in punti salvezza. Se la solidità difensiva ritrovata è una base certa, ora spetta al reparto avanzato dimostrare che la crescita non è stata solo un’illusione ottica. A Lamezia non serviranno i complimenti, serviranno i gol.
