La nuova Flotilla per Gaza, composta da nove imbarcazioni con a bordo circa 150 attivisti internazionali, tra cui medici, infermieri e operatori umanitari, è stata intercettata nella notte dall’esercito israeliano a circa 120 miglia nautiche dalle coste, quasi a ridosso delle acque territoriali egiziane.

La missione aveva come obiettivo quello di raggiungere la Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari e materiali sanitari, ma è stata bloccata prima di arrivare a destinazione. L’imbarcazione principale, la “Conscience”, definita dagli organizzatori un vero e proprio “ospedale galleggiante”, trasportava farmaci, dispositivi respiratori e alimenti terapeutici per la malnutrizione infantile.

Tra i fermati figura anche il calabrese Vincenzo Fullone, 53 anni, filosofo, attivista e cooperante originario di Crosia già noto per il suo impegno nella causa palestinese. Fondatore della prima agenzia di comunicazione nella Striscia di Gaza, Fullone si era trasferito in Medio Oriente anni fa, diventando anche chef per amore della città. È il portavoce italiano della Conscience e da tempo era inserito nella lista nera israeliana delle persone a cui era vietato l’ingresso nel Paese.

A rendere nota la sua sorte è stato un video registrato dallo stesso Fullone prima della partenza, diffuso sul suo profilo Instagram dalla giornalista Carla Monteforte, sua amica e collaboratrice. Nel messaggio, l’attivista dichiara: «Se state vedendo questo video è perché sono stato rapito, contro la mia volontà, in acque internazionali dall’esercito israeliano. Sono stato prelevato con la forza dalla nave Conscience».

Il suo appello è rivolto non al governo italiano, ma alla comunità internazionale: «Vi chiedo di non fare pressione sul mio governo per il mio rilascio, ma di fare pressione sul mio governo affinché venga liberato il dottor Hussam Abu Safiya, preso in ostaggio il 27 dicembre 2024».

Al momento, non sono ancora chiare le condizioni dei membri dell’equipaggio e degli altri attivisti fermati. Le autorità israeliane non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto, mentre le organizzazioni umanitarie internazionali chiedono il rispetto del diritto internazionale e la liberazione immediata dei civili coinvolti nella missione umanitaria.