Corsa alla Regione, Callipo spariglia le carte e manda in tilt i Cinquestelle
La scelta di Pippo Callipo, noto imprenditore del settore ittico, di scendere in campo alle prossime elezioni regionali ha consentito al Pd di tirare un sospiro di sollievo ma non ha al momento determinato, nell'ambito dei Cinquestelle, quel passo del prof. Francesco Aiello, che molti a questo punto riterrebbero utile per favorire l'unitarietà della coalizione di governo. Le tesi sono molteplici tra i Pentastellati: qualcuno vuole Callipo ma non il Pd, qualche altro preferisce rimanere in corsa con il candidato già presentato, chi non avrebbe alcuna difficoltà a sposare la causa dell'imprenditore di Pizzo insieme ai dem. Il capo politico Di Maio rimane fermo sul suo no ai democratici. "Tutte le decisioni - ha detto Federica Dieni - devono passare per la piattaforma Rosseau".
Prosegue la sua corsa il governatore Mario Oliverio che ormai è a tutti gli effetti un candidato alternativo al Partito democratico.
Quella che sta per iniziare sarà una settimana decisiva anche per il centrodestra. La scelta del candidato spetta a Forza Italia, ma la Lega ha già bocciato una serie di papabili governatori azzurri. Da Mario Occhiuto- stando a fonti più che accreditate - si potrebbe passare al fratello Roberto Occhiuto. A quel punto non si esclude una sortita delle aree anti-Occhiuto del centrodestra, a cominciare dalla corrente Gentile Aiello che punterebbe su Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro. Non mancano neppure gli outsider: nei giorni scorsi si è fatto il nome del sindaco di Vibo Maria Limardo che il suo principale sostenitore, il senatore Giuseppe Mangialavori, avrebbe posto sui tavoli del partiti. Non è da escludere neppure la possibilità che si viri su Caterina Chiaravalloti, figlia dell'e governatore Giuseppe.
