Tragedia all'asilo di Tropea, morto un bimbo di 15 mesi: la Procura apre un'inchiesta
Altri quattro bambini sono stati ricoverati, mentre la struttura ha sospeso le attività in via precauzionale. Tra le ipotesi al vaglio anche il Clostridium difficile, ma non ci sono ancora conferme scientifiche
La morte del piccolo Alessio Pio, il bambino di appena 18 mesi originario di Zungri, ha aperto una delicata inchiesta giudiziaria e sanitaria che punta a chiarire se dietro il decesso e i malori accusati da altri bambini della stessa struttura scolastica vi sia un'unica causa. La Procura di Vibo Valentia ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica, mentre l'Azienda sanitaria provinciale ha avviato accertamenti epidemiologici per ricostruire quanto accaduto.
Al centro delle verifiche c'è la Family Baby School di Tropea, frequentata dal piccolo e da altri bambini che nei giorni scorsi hanno manifestato sintomi gastrointestinali. Secondo quanto emerso finora, complessivamente sarebbero una decina i piccoli che hanno accusato disturbi, mentre cinque sono stati ricoverati. Tre sono già tornati a casa, uno resta ricoverato all'ospedale di Catanzaro e Alessio Pio, nonostante i tentativi dei medici, è deceduto.
La dirigente dell'asilo: «Stiamo collaborando con l'Asp»
La dirigente della struttura, Serena Miceli, ha spiegato che la scuola sta collaborando con l'Asp per comprendere l'origine dei contagi.
«Stiamo ipotizzando insieme all'Asp quello che potrebbe essere successo. Molto probabilmente è un batterio entrato dall'esterno all'interno della struttura e sono in corso tutte le verifiche per capire come interrompere l'eventuale catena di contagio», ha dichiarato all'Ansa.
Tra le ipotesi prese in considerazione dagli esperti figura anche il Clostridium difficile, un batterio generalmente associato agli ambienti ospedalieri e capace di provocare gravi infezioni intestinali. La stessa dirigente ha però precisato che si tratta soltanto di una delle ipotesi investigative e che saranno gli esami microbiologici a stabilire con certezza quale agente patogeno abbia colpito i bambini e se esista un collegamento tra i diversi casi.
La scuola chiusa in via precauzionale
Miceli ha inoltre spiegato che, non appena sono emersi i primi ricoveri, la scuola ha informato l'Asp di Vibo Valentia attraverso una Pec chiedendo indicazioni operative e, successivamente, ha disposto la sospensione delle attività educative.
Parallelamente è stata avviata una sanificazione straordinaria della struttura.
«Le scuole utilizzano normalmente prodotti a base di cloro, ma nel caso del Clostridium difficile questi non sarebbero sufficienti. Per questo abbiamo richiesto prodotti a base di acqua ossigenata, gli stessi impiegati negli ospedali, così da effettuare una sanificazione più approfondita», ha spiegato la dirigente.
In una comunicazione inviata alle famiglie, la direzione dell'asilo ha espresso vicinanza ai bambini ricoverati e ai loro genitori, precisando che la sospensione delle attività è stata adottata esclusivamente per motivi precauzionali e che, allo stato, non è stata accertata alcuna correlazione tra gli episodi registrati e gli ambienti scolastici o il servizio mensa.
Il peggioramento del piccolo Alessio
Il bambino era stato ricoverato il 17 luglio all'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia dopo la comparsa dei primi sintomi. Con il progressivo aggravamento del quadro clinico, il 21 luglio era stato trasferito d'urgenza all'Azienda ospedaliera di Catanzaro con un sospetto quadro di setticemia. Nonostante gli interventi del personale sanitario, il piccolo è deceduto nella serata del giorno successivo.
La famiglia ha presentato denuncia in Questura chiedendo di fare piena luce sull'accaduto.
L'inchiesta della Procura
La Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo d'indagine e disposto il sequestro della salma e della documentazione sanitaria. L'autopsia dovrà chiarire le cause del decesso, individuare l'eventuale agente patogeno e ricostruire l'evoluzione clinica della malattia.
Parallelamente l'Asp sta effettuando le verifiche epidemiologiche per accertare se esista un collegamento tra tutti i casi registrati e quale possa essere stata l'origine dell'eventuale infezione.
Al momento non risultano contestazioni nei confronti di medici, operatori sanitari o della struttura scolastica. Le indagini sono nella fase preliminare e serviranno a distinguere le ipotesi investigative dagli elementi scientificamente accertati.
Intanto Zungri e Tropea restano in attesa di risposte, mentre il dolore per la scomparsa del piccolo Alessio Pio si accompagna alla preoccupazione delle famiglie che chiedono di conoscere con esattezza cosa abbia provocato i malori dei bambini e se esistano eventuali rischi residui.
