Omicidio Ripepi a Piscopio: per l'ex cognato la condanna è definitiva
Massimo Ripepi, 42 anni, fu ucciso il 21 ottobre 2019 nei pressi di una sala giochi di via Regina Margherita a Piscopio, in provincia di Vibo Valentia. Ad esplodere i colpi di arma da fuoco fu l’ex cognato, Giuseppe Carnovale, che fu condannato in primo grado a 21 anni di reclusione, poi ridotti a 12 anni e 8 mesi in Appello. Adesso la Cassazione ha confermato la sentenza per l’imputato, al quale sono state concesse le attenuanti generiche.
Il movente del grave episodio era legato ad una situazione familiare diventata ormai insostenibile. Ripepi, infatti, vessava continuamente l’ex moglie e i figli, che hanno più volte denunciato i diversi maltrattamenti subiti. Ciò portò il secondo figlio ad attentare alla vita del padre in una precedente occasione, avvenuta nel giugno del 2017, episodio per il quale il giovane confessò il tentato omicidio.
A distanza di un anno e qualche mese avvenne l’uccisione che sconvolse l’intera comunità vibonese in una domenica d’autunno all’ora di pranzo. Dopo i tre gradi di giudizio la condanna ora è diventata definitiva per Giuseppe Carnovale, con una pena quasi dimezzata. La Cassazione ha riconosciuto le modalità del delitto che è stato preceduto dal reperimento di un’arma da fuoco utilizzata anche nei pressi di un locale pubblico e dunque con il rischio di colpire altre persone. La Corte ha anche evidenziato “una spiccata capacità criminale non circoscritta all’episodio specifico”.
