Caso Chindamo, il procuratore Spagnuolo: "Nessuna speranza di trovarla viva"
Dall'alba i carabinieri a lavoro. Numerosi i sequestri e le perquisizioni. Al momento c'è una sola certezza: la 'ndrangheta, in questa vicenda, non c'entra nulla
Non ci sono più speranze di trovare in vita l'imprenditrice 43enne di Laureana di Borrello Maria Chindamo, della quale si sono perse le tracce dallo scorso 6 maggio. La conferma è arrivata nel corso di un'intervista rilasciata dal procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Mario Spagnuolo al Tg3 Calabria. "Indaghiamo per omicidio e per sequestro di persona. Quest'ultimo consumatosi certamente in provincia di Vibo Valentia". Il magistrato, tuttavia, non si è sbottonato: "Abbiamo le nostre idee sul caso - ha chiarito Spagnuolo - che non intendo riferire. Di sicuro, la ndrangheta non c'entra. Ci siamo imbattuti in una vicenda molto brutta, nell'ambito della quale c'è stato chi si è voluto sostituire a Dio". Probabilmente non sarà semplice risalire alla verità. Anche perchè "mancano i testimoni. E questo - ha chiosato Spagnuolo - è il vero deficit dell'indagine".

Un fascicolo di indagine con l'ipotesi di reato di omicidio, sequestro di persona ed occultamento di cadavere è stato intanto aperto dalla Procura di Vibo Valentia in relazione alla scomparsa di Maria Chindamo. La Procura ha oggi proceduto alla perquisizione di tutti gli immobili (abitazioni, terreni agricoli e loro pertinenze) nella disponibilità di alcuni soggetti. In detti luoghi, ad avviso della Procura di Vibo e del pm Concettina Iannazzo che coordina le indagini, potrebbero rinvenirsi cose pertinenti al reato come i beni appartenuti alla Chindamo, armi o strumenti adoperati per colpirla, tracce biologiche sulle autovetture e sui mezzi agricoli. Tutto materiale che per la Procura appare indispensabile sequestrare ai fini investigativi e probatori. Si cercano quindi delle tracce biologiche di Maria Chindamo ed a tal fine la Procura ha delegato le indagini al Ris di Messina. Sequestrati alcuni mezzi agricoli e 12 auto custoditi nelle aziende e nei terreni di proprietà della famiglia del marito della donna ubicati a Limbadi, Laureana e Rosarno.
