I tre soggetti finiti nel mirino delle forze dell'ordine hanno posto in essere condotte persecutorie nei confronti della giovane

di PAOLO DEL GIUDICE

Il Questore di Vibo Valentia, Filippo Bonfiglio, ha ammonito tre persone, invitandole a mantenere un comportamento conforme alla legge, poichè ritenute responsabili di atti persecutori in danno di Lia Staropoli, presidente nazionale dell'associazione “ConDivisa” e componente del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”.

I fatti. Sfruttando i comuni “social network”, dotati di ben note capacità di diffusione delle notizie, i tre soggetti ammoniti hanno posto in essere, secondo gli esiti dell'attività istruttoria espletata dalla massima autorità provinciale di pubblica sicurezza, condotte persecutorie in danno della giovane Lia Staropoli. La “condivisione” dei contenuti persecutori diffusi in rete e l'adesione numericamente rilevante, soprattutto in comunità sociali particolarmente ristrette come i piccoli centri, è equiparabile alle condotte persecutorie tenute con le modalità tipiche del “mondo reale”, e dunque percepite dalla vittima come oppressive, così da imporre al Questore l'adozione del provvedimento di ammonizione, sotto avviso di più gravi conseguenze giuridiche in caso di reiterazione delle condotte contestate.

Gli atti persecutori. Nel 2009 il codice penale viene “novellato” mediante l'introduzione del reato di atti persecutori, “rubrica” del nuovo articolo 612-bis del codice, che punisce chiunque “con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.
L'ammonimento. La legge del 2009 ha previsto altresì, alternativamente alla proposizione della querela ed in luogo di essa, la possibilità di esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell'autore della condotta. Il Questore, se ritiene fondata l'istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. E così, sulla base delle circostanze di fatto e delle testimonianze assunte, riscontrato che le condotte riconducibili ai soggetti denunciati, sono state causa di uno stato di ansia e preoccupazione per la denunciante, il questore ha ammonito le tre persone, due donne ed un uomo, invitandole a mantenere una condotta conforme alla legge, avvisando contestualmente delle più gravi pene previste dal codice in caso di reiterazione dei comportamenti persecutori, perseguibili d'ufficio laddove poste in essere da soggetti già ammoniti.