Antonio De Pace, 29 anni, di Dasà in provincia di Vibo, responsabile -secondo i giudici -dell'omicidio della fidanzata Lorenza Quaranta, di Favara, in provincia di Messina, il 31 marzo 2020, in pieno lockdown, è stato condannato dalla Corte d'Assise di Messina in primo grado all'ergastolo. Il giovane avrebbe colpito la ragazza a calci, pugni, colpi di lampada al volto e, infine, le avrebbe messo le mani sul collo per strozzarla.  La Corte lo ha condannato al carcere a vita ma ha escluso che la ferocia improvvisa e inspiegabile in quanti conoscevano i due giovani fidanzati sia stata premeditata.

De Pace era stato dichiarato capace di intendere e di volere e quindi imputabile, al termine della perizia effettuata per conto della procura dal professore Stefano Ferracuti che aveva evidenziato l'assenza di "disturbi psichitriaci" nel ragazzo di origini calabresi, all'epoca dei fatti vittima di una "importante condizione ansiosa".

Sarebbe stata l'ansia da Covid, secondo quanto ipotizzato, a scatenare l'inferno in seno all'appartamento. Il giovane infermiere dovrà pure risarcire i familiari della vittima che si sono costituiti parte civile con l'assistenza dell'avvocato Giuseppe Barba: la Corte ha stabilito pure una provvisionale - ovvero un anticipo subito esecutivo - di 200.000 euro.