Pd, Michele Mirabello proclama la sua lealtà a Mario Oliverio: si rompe il fronte censoriano
Michele Mirabello rompe politicamente con il suo "padrino politico" Bruno Censore. Per intenderci, quello che l'ha voluto quattro anni e mezzo fa candidato al consiglio regionale nella lista de Pd. Lo stesso che ha mobilitato le sue "truppe" nel collegio per farlo eleggere. Un tandem che sembrava destinato a durare: Michele Mirabello e Bruno Censore. Sempre insieme, sempre dalla stessa parte. Ma in politica "mai dire mai". Infatti, mentre l'ex deputato serrese vorrebbe staccare la spina al governatore uscente ed è fortemente contrario alla sua ricandidatura, il giovane politico originario di Ricadi è di diverso avviso: bisogna continuare con Oliverio.
Una posizione esplicitata dallo stesso Mirabello in un'intervista concessa a "il Quotidiano del Sud".
"Sul piano umano e personale - ha dichiarato rispondendo ad una domanda del collega Bruno Gemelli - è noto a tutti il mio rapporto, direi "storico", con Bruno Censore, così come è nota la mia vicinanza a Mario Oliverio. Sul piano politico, però, ritengo opportuno ripartire dalla valorizzazione dell'attività che il governo regionale ha messo in campo in questi quattro anni e mezzo".
Da qui il rigetto delle primarie: "Credo - ha affermato in proposito Mirabello - che la stagione delle primarie abbia esaurito la sua spinta propulsiva. Il Partito democratico è chiamato ad aprire una discussione seria e a superare la fase del commissariamento". In poche parole, le primarie non servono, il candidato alla presidenza della giunta regionale c'è e si chiama Mario Oliverio.
