'Ndrangheta nel Vibonese, annullato obbligo di firma al titolare di un golf club (NOME)
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha revocato l'obbligo di firma che era stato imposto in precedenza dal gip distrettuale a Fabio Demarzo, 50 anni, residente a Melicucco, nell'ambito dell'operazione antimafia denominata "Imperium". Il ricorso, presentato dagli avvocati Guido Contestabile e Girolamo Fazzari, è stato accolto favorevolmente.
Fabio Demarzo, gestore della struttura ricettiva nota come Golf Club Feudo Montalto di Limbadi, è accusato di aver aiutato Luigi Mancuso a eludere le indagini informandolo su un incontro avvenuto precedentemente presso la caserma dei carabinieri di Rosarno. Durante quell'incontro, un militare dell'Arma aveva chiesto a Mancuso di fornire un aggiornamento telefonico sulle persone presenti e sui loro movimenti durante il battesimo del nipote di Mancuso, di nome Luigi, organizzato al Golf Club di Limbadi. Luigi Mancuso è figlio di Giuseppe Mancuso, a sua volta figlio di Giovanni Mancuso nato nel 1941 e fratello del boss Luigi Mancuso.
Si sostiene che Fabio Demarzo abbia messo a disposizione il proprio telefono cellulare a Luigi Mancuso, il quale ha agito al suo posto. Mancuso avrebbe inviato un messaggio al militare dell'Arma alle 15:15, poi avrebbe cambiato abiti da cerimonia e avrebbe ingannato le indagini in corso sui suoi spostamenti e incontri. Questo stratagemma gli ha permesso di evitare la sorveglianza, passando sotto una telecamera installata dai carabinieri nel comune di Limbadi e dimostrando così la sua assenza alla cerimonia monitorata dalle forze dell'ordine.
La ricostruzione della vicenda si basa su dichiarazioni che Fabio Demarzo avrebbe fatto ad Assunto Megna di Nicotera, padre del collaboratore di giustizia Pasquale Megna. Demarzo avrebbe mostrato tutte le conversazioni avvenute tramite WhatsApp con il carabiniere.
