I riferimenti sono contenuti nel fascicolo d'indagine che ha portato al sequestro di beni per complessivi 28 milioni di euro

"Se le accuse mosse all’imprenditore Restuccia, e da questo, all’attuale sindaco di Vibo Valentia Costa, fossero confermate, si scriverà senza alcuna ombra di dubbio una delle pagine più nere del territorio e non solo del comune. Siamo garantisti, non ci piace il giustizialismo da bar del lunedì post campionato, ma chiarezza dev’essere fatta, il sindaco ha il dovere di dare spiegazioni, alla magistratura in primo luogo, considerato che come ex magistrato, sa bene come funzionano certi “meccanismi”, ma anche ai cittadini, in primis a coloro che l'hanno votato e agli altri che comunque pur non avendolo eletto, purtroppo o per fortuna rappresenta". Così gli attivisti del Meetup "Vibonesi in Movimento- Amici di Beppe Grillo" chiedono spiegazioni al primo cittadino dopo le dichiarazioni dell'imprenditore Angelo Restuccia, indagato nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Dda di Reggio Calabria. 


"Sempre se le accuse dovessero essere veritiere - puntualizzano gli attivisti -  sarebbe inimmaginabile che Restuccia, venga convocato per essere interrogato e gli si chieda consigli sulla villa, anziché acquisire informazioni di reato, ma di questo speriamo che se ne occupino al più presto i suoi ex colleghi. Allora, i cittadini vibonesi rimarranno come al solito delusi/illusi pensando di eleggere un ex giudice per risolvere gli annosi problemi di collusione tra imprenditoria, politica e ndrangheta, dovendo ricredersi, anche se in molti già lo stanno facendo. Ormai, Vibo ed il suo territorio stanno vivendo momenti drammatici, il degrado fisico e sociale è sotto gli occhi di tutti noi, a parte l’amministrazione comunale che non vuol vedere e non vuol sentire. Urge un’azione concreta di risanamento, non c’è più tempo".