"Medusa" e clan Giampà processo d'appello da rifare per Aurelio Notarianni
Accolto il ricorso dei legali difensori dell'imputato condannato in secondo grado per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione
Dovrà comparire di nuovo davanti ai giudici della Corte di appello di Catanzaro Aurelio Notarianni, convolto nella maxi operazione antimafia, nome in codice Medusa, che nel giugno 2012 ha messo sotto scacco capi e gregari della cosca di ‘ndrangheta lametina dei Giampà. La Corte di Cassazione ha accolto l'eccezione di nullità del decreto di fissazione di udienza per omessa notifica sollevata dagli avvocati Wanda Bitonte e Guido Contestabile. Ieri gli Ermellini hanno annullato il trattamento sanzionatorio, l'imputato infatti era stato condannato a dieci anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Ora altra sezione della Corte di appello di Catanzaro sarà chiamata a rideterminare la pena. La Suprema corte ha inoltre dichiarato non dovuta la refusione delle spese alla parte civile del Comune di Lamezia.
Il blitz. L’operazione Medusa, scattata all’alba del 28 giugno 2012 e coordinata dalla Dda di Catanzaro, è stata condotta da 120 uomini della Polizia, da 100 uomini dei Carabinieri e da 60 uomini della Guardia di finanza, che arrestarono 34 persone per associazione mafiosa, estorsione, usura, danneggiamento, armi e favoreggiamento.
Processo Medusa, definitive le condanne per i capi della cosca Giampà
