Covid, sette presidi del Vibonese firmano l'appello: "Dad per due settimane"
Ci sono circa un centinaio di dirigenti scolastici calabresi tra gli oltre 2mila firmatari (QUI l'elenco completo) della petizione - finora rimasta inascoltata - che chiede al Governo di rimandare di due settimane il rientro in classe visto il preoccupante evolversi della pandemia. Tra loro anche sette dirigenti del Vibonese. Si tratta di: Antonello Scalamandrè (Liceo Capialbi e Istituto comprensivo di Mileto), Eleonora Rombolà (Scuola "Garibaldi-Buccarelli" e Istituto comprensivo di Vallelonga), Giuseppe Policaro (Cpia Vibo Valentia), Raffaele Vitale (Istituto comprensivo Sant’Onofrio), Maria Gueli (Istituto comprensivo di Cessaniti), Nicolantonio Cutuli (Iis tropea e Liceo classico di Lamezia Terme) e Domenica Cacciatore (Istituto comprensivo "I Circolo"). In mancanza di specifiche ordinanze dei sindaci, in ogni caso, anche in queste scuole si tornerà in classe lunedì 10 gennaio.
“A pochi giorni dall’inizio delle lezioni dopo la pausa natalizia, durante la quale non ci siamo mai fermati - si legge nell'appello dei dirigenti scolastici di tutta Italia - stiamo assistendo con preoccupazione crescente all’escalation di assenze. Abbiamo personale sospeso perché non in regola con la vaccinazione obbligatoria e, ogni giorno di più, personale positivo al Covid, che non potrà prestare servizio e nemmeno potrà avere, nell’immediato, un sostituto”.
Un'emergenza peggiore di molte altre: "Si parla di numeri altissimi, mai visti prima". E a subirne le conseguenze, secondo i firmatari, saranno proprio gli studenti: "In un momento nel quale è necessaria almeno la minima sorveglianza delle classi (per non parlare della didattica, che risulterà in molti casi interrotta), non sapremo, privi di personale, come accogliere e vigilare su bambini e ragazzi. Altrettanta preoccupazione grava sulle probabili assenze del personale Ata. Ci troveremo nell’impossibilità di aprire i piccoli plessi e garantire la sicurezza e la vigilanza”.
"Si tratta di una situazione epocale, mai sperimentata prima, rischiosa e ad oggi già prevedibile" aggiungono. Da qui l'appello: "Una programmata e provvisoria sospensione delle lezioni in presenza (con l’attivazione di lezioni a distanza) per due settimane è sicuramente preferibile ad una situazione ingestibile che provocherà con certezza frammentazione, interruzione delle lezioni e scarsa efficacia formativa". "Lo vogliamo sostenere con forza, decisione - conclude l’appello - e con la consapevolezza di chi è responsabile in prima persona della tutela della salute e della sicurezza di migliaia di persone”.
