Si è concluso ieri pomeriggio, presso la Corte d’Appello di Catanzaro, il processo per il duplice tentato omicidio avvenuto nel bar Perugino a Diamante. I giudici Giancarlo Bianchi (presidente), Gianfranco Grillone e Giovanna Mastroianni hanno confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Paola il 19 gennaio 2024, condannando i fratelli Massimo, Alessandro e Mattia De Rose a 12 anni di reclusione ciascuno.

Il caso, che aveva scosso la comunità di Diamante, risale a febbraio 2022, quando i tre fratelli furono arrestati dai carabinieri della Compagnia di Scalea. Già noti alle forze dell’ordine, i De Rose sono stati ritenuti responsabili del ferimento grave di Stefano Perugino, titolare di un bar sul lungomare di Diamante, che riportò ferite da arma da fuoco al braccio e all’addome.

La sentenza ha imposto agli imputati anche il pagamento delle spese processuali e la rifusione delle spese legali sostenute dalle parti civili. Tra queste, Stefano Perugino e suo figlio Gianluca, rappresentati dagli avvocati Francesco Liserre e Luigi Crusco, e il Comune di Diamante, costituitosi parte civile con l’avvocato Francesco Marchese.

Gli avvocati Cristian Cristiano, Francesco Santelli e Antonio Crusco hanno difeso i fratelli De Rose, ma la Corte ha ritenuto valide le accuse mosse in primo grado, confermando le responsabilità dei tre imputati. Parallelamente, era stato indagato anche Gianluca Perugino, figlio della vittima, per fatti collegati avvenuti sul lungomare di Diamante.