"Abbiamo già denunciato come alcune strutture accreditate, usando la scusa delle liste d'attesa lunghissime del servizio sanitario nazionale, propongono il passaggio al privato, ma qui siamo oltre: il pubblico che si comporta come un privato". A parlare, intervistato da Fanpage.it è Vittorio Agnoletto. Medico, docente universitario e attivista di Medicina Democratica, è anche conduttore del programma radiofonico 37e2 al quale lo scorso venerdì, 17 febbraio, è arrivata una telefonata da parte di una madre che non riusciva a far visitare sua figlia. Come poi provato da una collaboratrice del programma, l'unico modo per farla subito era pagare almeno 490 euro.

Il primo giorno di febbraio Valentina (ndr, nome di fantasia) aveva chiamato per prenotare una uro risonanza magnetica (Uro-RMN) per la figlia con impegnativa urgente a 10 giorni. L'Ats di Milano le ha risposto che la sua richiesta era stata inserita in una lista di galleggiamento, "che non mi pare esista, è la prima volta che ne sentiamo parlare", commenta Angoletto. Da quanto emerso dalla segnalazione, si tratterebbe di una lista d'attesa in cui i pazienti vengono inseriti e poi richiamati. Tuttavia, nessuno l'ha più contattata.

La visita in intramoenia dopo tre giorni
A quel punto, decide di parlarne durante la puntata di venerdì 17 febbraio a 37e2. "Allora abbiamo provato a telefonare al Cup per vedere se fosse possibile fare quella stessa visita a pagamento", quindi in intramoenia: prestazioni fuori dall'orario normale da parte dei medici ma sempre in ospedale. Il call center propone quattro date, di cui la prima dopo appena tre giorni a un costo pari a 490 euro al Fatebenefratelli.