Progetto cultura e formazione professionale dei giovani: quali prospettive di crescita per l’economia del territorio
Credo che lo sviluppo del Territorio fortemente depresso come il nostro, debba individuare nella Cultura (intesa quale programma di formazione scolastica e universitaria e professionale) un programma ben strutturato ed orientato a favorire un percorso di crescita della collettività secondo le caratteristiche del territorio medesimo.
Come intervenire e su cosa puntare maggiormente?
Occorre, sempre di più e meglio, valorizzare e coordinare i progetti che già i vari Istituti scolastici ai diversi livelli (scuola primaria e secondaria) svolgono con grande spirito di abnegazione e professionalità: si pensi solo a mo’ di esempio al comprensorio della Scuola Garibaldi, o agli Istituti Scientifici e al Liceo Classico e di artistico, Alberghiero e Nautico, dirette da dirigenti scolastici di primissima professionalità e competenza. Ritengo che la attività amministrativa comunale di riferimento debba coinvolgere tutti i dirigenti scolastici e condividere con essi i vari percorsi pluriennali ed i progetti di studio e ricerca portati avanti dagli studenti e dal corpo docente con il coinvolgimento dei dirigenti responsabili, con il reperimento delle necessarie risorse. Dunque individuare qualche progetto che abbia una valenza culturale ed una ricaduta anche economica di sviluppo del territorio utilizzando anche le risorse umane e culturali del mondo della Scuola. L’inutilità dell’utile - di cui parlava il compianto Collega dell’Università della Calabria Nuccio Ordine - va così superata favorendo gli studi attraverso i quali si assicura a tutti il Sapere a vantaggio del territorio. Dopo di che è necessario individuare qualche serio percorso universitario e soprattutto post universitario (Master – corso di alta formazione - Specializzazione) per completare il suddetto piano formativo e professionale.
Senza rincorrere inutili (questi sì) Corsi tradizionali (es: Giurisprudenza) già esistenti e ben avviati nelle nostre Università calabresi, segnalo che dal nostro territorio provengono gli spunti migliori.
Ne cito alcuni:
1.Il primo – fin troppo ovvio – è quello del Turismo: è noto che è in via di programmazione una Scuola di alta formazione nel Turismo con alte professionalità e organizzata con l’ausilio di importanti società del settore. Ricordo che esiste all’Unical un corso di laurea in Scienze del turismo dal quale evidentemente poter attingere per avviare corsi post universitari specialistici creando un Polo didattico universitario distaccato : a tal riguardo, utilizzando appositi finanziamenti (si possono recuperare immobili ormai abbandonati ed in tal senso ricordo per esempio le leggi sul finanziamento del “Progetto cultura” e di Crea cultura 2.0 con Invitalia ) quali l’ex convento di Sant’ agostino (meglio noto come ex carcere) così favorendo quel processo di rigenerazione urbana di immobili nel centro storico di Vibo.
L’utenza esiste già e proviene dall’Istituto Alberghiero che da sempre costituisce un polo importante al quale credo non sia stata, almeno fino ad oggi, riconosciuta la giusta valenza.
2. il secondo riguarda lo sviluppo dell’Istituto Nautico, storico istituto professionale con sede Pizzo a conclusione del quale non segue un successivo percorso universitario nel nostro territorio: anche qui attingendo da ciò che già esiste è possibile creare un protocollo di intesa con il Corso di Tecnologia del mare- già attivo all’Unical - che forma Tecnologi esperti nella gestione delle fasce costiere, delle aree portuali e delle navi, con lo scopo di fare acquisire agli allievi conoscenze e competenze necessarie ad utilizzare tecniche e strumenti in uso nel settore del monitoraggio marino, portuale e della navigazione, e di avviarli ad operare in contesti lavorativi marittimi, portuali e della tutela del mare, ad operare durante interventi di soccorso in mare di imbarcazioni alla deriva e naufraghi e di disastri ambientali per sversamento di inquinanti in mare. Quindi formare figure professionali tecnologiche per la gestione delle navi, dei porti e delle fasce costiere (in contesti pubblici e privati: Compagnie di Navigazione, Imprese di Logistica e Trasporto Marittimo, della Cantieristica Navale e del Turismo Nautico, Autorità di Sistema Portuale, Enti per il Controllo e la Gestione dell’Ambiente Marino).Tutti i ruoli a cui può accedere la Gente di Mare in possesso del Titolo di Tecnologo: Comandante, Capitano e Ufficiale di navigazione e Direttore, Capitano e Ufficiale di macchina.
Anche qui con un progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana si potrebbero recuperare alcuni immobili dismessi: penso alla struttura dell’ex Fiera ubicata sulla strada provinciale del contesto industriale di Portosalvo: con uno specifico finanziamento che rientra nella su citata programmazione culturale si favorisce da un lato la riqualificazione di un immobile dismesso e dall’altro la attivazione di un Polo universitario di formazione professionale anche nell’attualissimo settore della biologia marina che può anche prevedere l’attivazione di eventi quali la fiera nautica e la c.d. economia del mare.
Qui il progetto deve prevedere il coinvolgimento anche della Autorità portuale ed in tal senso ricordo che ad un tavolo tecnico che si è svolto lo scorso novembre al Porto di Gioia tauro, organizzato dalla European Ambrosetti House al quale ho partecipato, si è parlato molto di sviluppo del territorio proprio con riferimento al c.d. “retroporto” di Vibo Marina : in tal modo si interviene per il recupero di un sito da bonificare e “si crea cultura” nel territorio di Vibo
3. Conservatorio di Vibo Valentia: forse in pochi – e tra questi mi metto anche io per aver vissuto tre anni importanti quale Presidente del Conservatorio, credo che abbiano inteso l’assoluto valore internazionale del Conservatorio Torrefranca (al quale è stato di recente attribuita una sede decorosa) . A ciò va ad aggiungersi che esiste già un Liceo musicale, ed una Orchestra sinfonica nel nostro territorio. Dunque il progetto cultura può e deve passare anche attraverso le Professionalità del settore allargando la progettualità ed i percorsi formativi e di specializzazione orientando l’orizzonte verso spazi internazionali ed attraendo giovani e docenti di tutto il mondo.
4. Scuola di arte: abbiamo un liceo artistico di eccellenza che può favorire percorsi di formazione professionale che vadano oltre il diploma: qui è necessario favorire dei sinergie con Accademie di arte, disegno, pittura sottoscrivendo protocolli di collaborazione con Istituzioni che fanno parte del circuito Afam del Miur (Alta Formazione) creando le c.d. Officine didattiche anche qui intercettando risorse finanziare che consentano di recuperare immobili dismessi.
Mi fermo qui, sono stati solo degli esempi – magari neanche troppo originali - e non trascuro il settore delle Scienze forestali ed agrarie, nonché quelle veterinarie (da sviluppare nel territorio delle Serre) : questo però è un altro discorso che dovrebbe coinvolgere l’Ente provincia. In conclusione, la vera scommessa del prossimo futuro non è solo individuare nuovi percorsi formativi culturali ma avere le competenze e la organizzazione giuste per poterle portare a conclusione restituendo al nostro territorio depresso la necessaria crescita professionale - così riducendo quel vuoto di generazione (i trentenni ) che è il fulcro anche della economia del territorio, e che nel tempo cresce sempre di più, rappresentato da quei giovani che devono inserirsi nel mondo del lavoro e non avendo alcuna seria occasione la trovano fuori, confermando una non più sopportabile sconfitta delle istituzioni locali.
Giulio Nardo
Docente Unical
