Continua a generare polemiche l'imminente vaccinazione dei dipendenti della Regione Calabria. Questa volta ad intervenire sulla questione è il sindacato CSA-Cisal che si scaglia contro Cgil, Cisl e Uil. "Pensavamo che il raggiungimento di un risultato importante, come l'imminente vaccinazione dei dipendenti della Regione Calabria, non potesse che rasserenare tutte le sigle sindacali. Invece, la triplice (Cgil, Cisl e Uil) si è lanciata in nota scomposta e irrispettosa non solo delle relazioni con le altre organizzazioni ma anche delle istituzioni. Purtroppo - afferma il sindacato CSA-Cisal - le psicosi di chi vorrebbe mettere un pennacchio senza avere particolari meriti giocano talvolta brutti scherzi. Tanto, da provare a ricostruire una realtà alternativa rispetto a come sono accaduti i fatti. Ebbene, restando proprio ai fatti, vorremmo ricordare che è stato proprio il sindacato autonomo CSA-Cisal a mettere in risalto al cospetto del commissario ad acta Guido Longo come la vaccinazione di qualche settimana fa riservata soltanto ad alcuni dipendenti del dipartimento Tutela della Salute fosse stata una violazione delle ordinanze sulle categorie prioritarie fissate a livello nazionale dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Raccogliendo gli appelli di numerosi lavoratori della Cittadella, questo sindacato si è recato presso gli uffici del commissario Longo che, di sua spontanea volontà, ha assicurato la vaccinazione a tutti gli altri dipendenti e poco dopo è stata individuata una modalità pienamente legittima per la vaccinazione di tutti gli altri lavoratori, ossia il ricorso al protocollo nazionale Inail. Un'intesa che ha anticipato l'accordo regionale siglato in Regione (basato sempre su quello nazionale) per la somministrazione delle dosi ai lavoratori delle attività economiche."

"I meriti - sottolinea il sindacato - vanno al dirigente del settore "Datore di Lavoro" che aveva già tracciato la strada amministrativa corretta e alla sensibilità del commissario Longo che si è dimostrato persona genuina e disponibile all'ascolto. In tutti questi eventi decisivi alla stipula del protocollo d'intesa che porterà alla realizzazione del punto vaccinale straordinario presso l'ambulatorio della Cittadella regionale l'apporto del sindacato CSA-Cisal è stato tangibile e sotto gli occhi di tutti. Questa organizzazione sindacale, a differenza delle altre, non ha mai sminuito nessuno poiché più che al "marketing" ha badato ad ottenere il risultato, ossia consentire la vaccinazione in Regione Calabria. Eppure, abbiamo letto frasi proferite dalla Triplice del tipo: "Dopo una prima fase fatta di approssimazione, con la vaccinazione dei dipendenti del Dipartimento Tutela della Salute, al di fuori di ogni protocollo e con la successiva comunicazione propagandistica da parte di qualche O.S., a cui hanno prestato il fianco in maniera maldestra il datore di lavoro, e il Commissario Straordinario alla Salute Longo". Informiamo, i sindacati distratti che il "Datore di Lavoro" aveva da sempre parlato del protocollo Inail e il commissario Longo ne era a conoscenza. Purtroppo chi non c'era, magari perché impegnato in faccende diverse rispetto alla tutela dei lavoratori regionali, farebbe meglio ad astenersi da queste squallide accuse nei confronti di coloro che consentiranno di vaccinare i dipendenti. A questo punto, lanciamo un appello all'Asp di Catanzaro - conclude il sindacato - affinché approvi quanto prima il piano inviato dalla Regione in modo da avviare la campagna vaccinale dei dipendenti regionali il più presto possibile."