Tribuna allo stadio "Scida", il Csm "censura" l'operato del procuratore di Crotone
La sezione disciplinare del Consiglio superiore della Magistratura ha inflitto la sanzione della censura al procuratore di Crotone Giuseppe Capoccia. La decisione è stata assunta al termine di una lunga audizione presieduta dal vice presidente del Csm Davide Ermini. I fatti contestati risalgono all'estate 2018 e ruotano intorno alla vicenda dello stadio “Ezio Scida”.
L'atto di incolpazione. In particolare al magistrato sono stati contestati i contatti avuti con alcuni protagonisti della querelle sull'autorizzazione della soprintendenza ai beni archeologici per la rimozione di una tribuna in ferro all'epoca in cui il Crotone militava in Serie A. Contatti che il procuratore generale Giovanni Di Leo, durante il suo intervento davanti alla sezione disciplinare, ha definito “impropria attività di consulenza sullo stadio”. Più volte è stata sottolineata la buona fede di Capoccia ma “i contatti – ha sostenuto il pg – indipendentemente dalla sua volontà hanno dato l'idea a questi soggetti di avere il procuratore dalla propria parte”. Capoccia ha infatti incontrato nel suo ufficio in Procura il presidente del Crotone Calcio Gianni Vrenna accompagnato nell'occasione dal suo avvocato, avuto telefonate con l'allora sindaco Ugo Pugliese (le trascrizioni delle conversazioni sono finite nell'atto di incolpazione) e contatti con il direttore della Soprintendenza Mario Pagano.
La difesa. Assolto per un capo di incolpazione, la sua condotta è stata “censurata” dal Csm relativamente all'iscrizione del fascicolo sulla tribuna a modello 45, ossia atti che non costituiscono una notiza di reato. Il procuratore Capoccia si è difeso con un intervento di circa un'ora ricordando che la vicenda è stata già analizzata ed archiviata dalla Procura di Salerno e ribadendo di non aver commesso nessun illecito disciplinare.
