«Quando i bambini sono costretti a praticare uno sport in mezzo ad un parcheggio, l'amministrazione comunale non può e non deve voltarsi dall'altra parte». È quanto denunciato da Maria Rosaria Nesci, esponente politica di Noi con l'Italia, che ha puntato il dito contro Palazzo Luigi Razza.

«Di recente ho avuto modo di constatare personalmente che i piccoli che frequentano un'associazione sportiva dedita all'insegnamento dell'atletica, in particolare la corsa, sono costretti a praticare detto sport in mezzo ad un parcheggio. Ho, dunque, chiesto come ciò fosse possibile e mi è stato semplicemente riferito che, nonostante le richieste informali rivolte oltre un anno fa al sindaco di Vibo Valentia al fine di utilizzare una piccola porzione del parco urbano, di fatto non vi sia stato alcun riscontro positivo. Pare che la ratio sottesa al diniego sarebbe stata la mancanza di fondi per l'adeguamento del parco per i fini richiesti», ha affermato.

«Ora, posto che la sistemazione di una piccola porzione di terreno del parco urbano per consentire ai bambini di fare sport (la corsa) non penso possa comportare una spesa così esosa e tale da determinare chissà quale impegno economico per il comune, è chiaro che dai contorni di questa vicenda emerga che nella patria degli slogan e delle autoproclamazioni l'interesse concreto per lo sport e la cultura dello sport in genere siano praticamente pari a zero», ha asserito Maria Rosaria Nesci.

«A questo punto, pertanto, vorrei ricordare a me stessa che il compito di un sindaco non è quello di mettere il giubbino in spalla e sfilare o partecipare quale spettatore alle competizioni sportive della città facendosi fotografie o video da pubblicizzare su Facebook, ma quello di agire per rendere fattibili tutte le competizioni sportive ed ancor prima la prarica dello sport in genere. - ha continuato l'esponente di Noi con l'Italia - Attendo, pertanto, di vedere una storia su Fb in cui gli unici protagonisti siano le opere sportive compiute, in particolare un tratto di parco urbano che sia fruibile dai bambini per praticare la corsa, e, quindi, la città con servizi sportivi che rispondano alle esigenze dell'utenza, perché di sfilate autoreferziali senza sostanza, sinceramente, ne ho abbastanza e credo di non essere l'unica».