Comunali a Vibo, Stefano Luciano contro gli ex consiglieri del Pd: "Sono loro l'emblema del trasformismo"
Il Partito democratico si spacca sul possibile sostegno al candidato alla carica di primo cittadino di Vibo Valentia Stefano Luciano. Mentre gli ex consiglieri capitanati da Giovanni Russo espulsi dal Pd perché alle ultime provinciali hanno sostenuto il candidato del centrodestra e ora sono ormai "organici" al progetto politico-amministrativo per la città a cui sta lavorando il senatore Mangialavori, sui social non perdono mai occasione di bacchettare Insardà e company. A loro risponde direttamente Luciano (che da un'eventuale spaccatura del maggiore partito di centrosinistra avrebbe tutto da perdere).
"In questi giorni - scrive Luciano - si parla molto di trasversalismo, occorrerebbe invece parlare di trasformismo, fornendo però le coordinare corrette. A partire dallo scorso ottobre il gruppo consiliare del Pd (consiglieri poi espulsi da tale partito) si è subordinato a Forza Italia, determinando una profonda alterazione degli equilibri politici e rendendo palese la presenza di un patto di potere, finalizzato unicamente a favorire personalismi. Questo suggerisce almeno tre ordini di considerazioni: 1) la contrapposizione destra/sinistra, nello scenario attuale, non può più essere considerata la bussola per orientare le dinamiche politiche di Vibo Valentia; 2) occorre evitare pregiudizi ideologici, veti personali e battaglie di posizione che negli anni hanno distrutto un territorio e hanno impedito di dare a Vibo l’ampio respiro che merita; 3) sono quelli avvenuti negli scorsi mesi da parte dei consiglieri comunali del Pd (poi espulsi) i trasformismi da condannare, perché adottati in spregio degli elettori e perché finalizzati a rendere il Pd servo di Forza Italia e dei suoi padroni".
