'Ndrangheta, scoperto arsenale tra officina e abitazione: un arresto
Il blitz ha fornito riscontri diretti alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia
Un vero e proprio arsenale nascosto tra un’officina meccanica e l’abitazione sovrastante è stato scoperto dai Carabinieri del Nucleo Operativo, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Milano, nell’ambito del processo “Hydra”.
Il blitz ha fornito riscontri diretti alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Bellusci, detto “Occhi celesti”, che aveva indicato in un meccanico di Buscate il custode delle armi del locale di ’ndrangheta di Legnano. Nel corso delle perquisizioni, effettuate tra i locali dell’officina e l’appartamento al piano superiore a Castano Primo, i militari hanno rinvenuto pistole con matricola abrasa, armi a salve, un machete e un ingente quantitativo di munizioni di vario calibro, comprese cartucce da caccia.
L’attività ha portato all’arresto di C.I., classe 1966, originario del Casertano, indicato dal pentito come punto di appoggio per lo stoccaggio delle armi. Secondo Bellusci, l’officina sarebbe stata utilizzata per anni come deposito a disposizione del gruppo criminale. Il materiale sequestrato è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire la rete di approvvigionamento e i collegamenti con la ’ndrangheta nel Nord Italia.
