Manovra 2020, tutte le novità sulle pensioni. Il dopo Quota 100
I nati nel 1958 possono tirare un sospiro di sollievo: per loro Quota 100 è salva e rimane una formula vantaggiosa per andare in pensione nel 2020 con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Dal 2021 se la prossima manovra interverrà sulla misura, e comunque di sicuro dal 2022 quando finisce la sperimentazione, il meccanismo dovrebbe cambiare. Comunque procedano i lavori di commissioni e tavoli che da gennaio partiranno nel nuovo cantiere pensioni, un dato è certo: se non si agirà in fretta, tra il 2021 e il 2022 ci sarà uno scalone di 6 anni con cui fare i conti.
Il rischio in caso di inerzia è quello di creare eccessive sperequazioni tra classi di età vicine. Le ricette per la nuova flessibilità in uscita, però, non mancano. Due le soluzioni: l’aumento dell’età per Quota 100 da 62 a 64 anni, ma con un calo di due anni dei contributi richiesti o il calcolo dell’assegno interamente con il sistema contributivo, con un taglio implicito dell’ammontare del trattamento. Un po’ come accade anche oggi per opzione donna. Il presidente Inps, Tridico, però, in linea con la ministra del Lavoro Catalfo, ipotizza una strada differente: stimare la gravosità dei vari lavori e in relazione a questa fissare requisiti e condizioni di uscita via via più leggeri. Un’impresa considerata ardua da più di un osservatore e comunque fonte di possibili, ingiusticate, iniquità.
