Al centro dell'inchiesta della Finanza c'è ancora una volta il tratto autostradale compreso tra Mileto e Rosarno. In quattro vanno in carcere, cinque ai domiciliari. Ecco dove sono stati eseguiti gli arresti


Ruota intorno alle irregolarità nella gestione dei lavori di ammodernamento di un tratto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria l'ultima inchiesta firmata dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Vibo. Ancora una volta nel mirino delle Fiamme Gialle è finito il tratto compreso tra gli svincoli di Mileto e Rosarno. Lo stesso oggetto già di altre operazioni ed, in particolare, quella che lo scorso mese di maggio portò al sequestro preventivo di otto chilometri di autostrada e di un tratto della provinciale 58 in corrispondenza del viadotto sul fiume Mesima. (LEGGI QUI) 


Operazione “Chaos”. Dagli sviluppi di quest'indagine è scaturita l'inchiesta odierna alla quale è stato dato il nome in codice di “Chaos”. Oggi come allora risultano coinvolti imprenditori, dirigenti e funzionari dell'Anas. Identico il tratto autostradale, diverse le accuse: frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni di ente pubblico, attentato alla sicurezza dei trasporti, abuso d’ufficio e falso ideologico in atto pubblico.

I NOMI DELLE PERSONE ARRESTATE (Clicca qui)

Gli arresti. Stavolta sono anche scattati gli arresti. Nove le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Vibo Gabriella Lupoli nei confronti di altrettanti indagati. Per quattro si sono aperte le porte del carcere, altre cinque sono stati sottoposti ai domiciliari. Gli arresti sono stati eseguiti in ben tre regioni italiane e non solo in Calabria. I destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare sono stati infatti raggiunti dai finanzieri a Bergamo, Palermo, Catanzaro, Reggio Calabria e Tropea. Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo per un valore di quasi 13 milioni di euro. (mi.fa.)

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