Sowe come Doukara, un'altra "pantera" fa sognare la Vibonese: "Qui mi sento in famiglia"
L'attaccante gambiano è arrivato in prestito dal Chievo nel mercato di riparazione. Con i suoi gol sta trascinando i rossoblù verso una salvezza che sembrava impossibile
Cinque gol in quattordici partite, tre negli ultimi 180, due al Catanzaro per prendersi definitivamente la Vibonese. Alì Sowe ha finalmente convinto tutti, anche l’ultimo degli scettici. La doppietta rifilata nel derby vale come una consacrazione. Ha emulato Giovanni Campo che nel 2007 disintegrò le Aquile giallorosse ma per quello che sta facendo in maglia rossoblù sembra l’erede naturale di Doukara, l’attaccante senegalese che vanta il primato di gol realizzati in una sola stagione tra i professionisti.
La pantera del Gambia. Sowe è la nuova “pantera” rossoblù e a Vibo Valentia è rinato dopo una prima parte di stagione vissuta in chiaroscuro a Prato, sempre in Lega Pro ma nel girone nord. Il direttore sportivo Marcello Battaglia è andato a colpo sicuro, si è mosso a fari spenti ed è riuscito a bruciare una concorrenza agguerrita assicurandosi uno dei giocatori più appetiti della sessione invernale di mercato. Un’operazione geniale. Non a caso l’ex tecnico della Vibonese Salvatore Di Somma, oggi apprezzato dirigente del Benevento, non ha esitato a definire quello di Sowe il miglior colpo. D'altronde Sowe lo conosceva dai tempi della Juve Stabia, quando in Serie B segnò cinque gol, stesso bottino di Vibo con altre due partite di campionato ancora a disposizione ed un’autostima ormai ai massimi storici.
Che colpo! Operazione perfetta tecnicamente, ma anche dal punto di vista economico. Il Chievo, che detiene il cartellino del giocatore, paga l’80% dello stipendio, altrimenti inaccessibile per i parametri finanziari del club rossoblù. C’è un’opzione per la stagione che verrà ma la Vibonese deve prima salvarsi. Nulla è impossibile quando di mezzo ci sono imprenditori del calibro di Pippo Caffo e Danilo Beccaria, ma una trattativa vera e propria con i clivensi non è ancora stata intavolata. Sowe, però, ha già dichiarato di sentirsi in famiglia a Vibo e, non a caso, la famiglia l’ha portata tutta con sé in Calabria. Persino il suo agente, anzi la sua procuratrice, la avvenente Miriam Peruzzi (nella foto con Sowe), che lo segue come un’ombra e che di rossoblù ha fatto vestire un altro Sowe, Moussa, il fratello più piccolo di Alì, classe ’97 con un passato a Parma ed un futuro assicurato in Italia. Ha debuttato qualche settimana fa giocando lo spezzone finale del match pareggiato contro il Catania e sfiorando addirittura il gol della vittoria. Se la Vibonese dovesse rimanere in Lega Pro, Moussa Sowe sarebbe uno dei giocatori assolutamente riconfermati. Impresa più difficile per Alì che vanta anche qualche presenza in Serie A e non è ancora esploso ai massimi livelli per mancanza di concretezza. Non ama definirsi un bomber, Sowe senior. Un’etichetta che non vuole appiccicarsi addosso neanche dopo i due gol rifilati al Catanzaro. Lui è un dieci, come il numero della maglia che indossa. Campilongo gli chiede meno giochi di prestigio e più cinismo in zona gol. Quello che serve alla Vibonese per tenersi stretta almeno la Lega Pro.
