Omicidio Colloca nel Vibonese, l'appello del padre: "Da nove anni aspetto giustizia per mio figlio"
Premeditazione e omicidio del prossimo congiunto. Sono le aggravanti contestate dal pm della Procura della Repubblica di Vibo Valentia Ciro Luca Lotoro nel corso dell'udienza preliminare per l'omicidio di Nicola Colloca, l'infermiere di 48 anni ucciso nel 2010 ed il cui corpo fu dato alle fiamme. Accusati dell'omicidio sono la moglie ed il figlio della vittima, Caterina Gentile, di 50 anni, e Luciano Colloca, di 28, ai quali vengono contestate le due nuove aggravanti.
L'appello del padre. "Mi sono sempre battuto per chiedere verità e giustizia e spero che dopo nove anni dalla morte di mio figlio gli assassini paghino per questo delitto'". Sono le parole di Antonio, il padre di Nicola Colloca. L'infermiere, in servizio all'ospedale di Vibo Valentia, era sparito da casa dopo un litigio in famiglia. Successivamente il suo corpo fu trovato carbonizzato, insieme alla sua auto, il 25 settembre 2010 a Pizzo Calabro. Il caso era stato archiviato subito come suicidio. Poi dopo due anni le indagini sono state riaperte. Davanti al tribunale Antonio Colloca a ''Chi l'ha visto?11.30'' ha dichiarato: ''Sono fiducioso e aspetto giustizia per mio figlio''. L'avvocato Diego Brancia ha aggiunto: ''Dopo accertamenti di natura scientifica grazie alla riesumazione e alle intercettazioni telefoniche e ambientali, aspettiamo che si decida sulla richiesta di rinvio a giudizio per otto persone fatta dalla Procura''. Movente dell'omicidio sarebbero state questioni d'interesse in relazione ad una certa somma di denaro che era nella disponbilità della vittima. I legali degli imputati, in presenza delle nuove aggravanti contestate, hanno chiesto ed ottenuto i termini a difesa. Il Gup, Pia Sordetti, ha fissato la data della nuova udienza per il prossimo 16 aprile.
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