Il 5 novembre il Tribunale del Riesame di Catanzaro dovrà decidere sulla scarcerazione di Luigi Mancuso, 66 anni di Limbadi, attualmente detenuto nel carcere di Spoleto. L'avvocato di Mancuso, Paride Scinica, sostiene infatti che "l’attività investigativa volta all’acquisizione del materiale indiziario è stata adottata contra legem e contra Constitutionem". Secondo il legale l'attività d'indagine è stata portata avanti durante il periodo di irreperibilità del 64enne, ed è stata esercitata contro Costituzione in quanto il Mancuso era sorvegliato speciale e gli investigatori - pur osservandolo attraverso i sistemi di video sorveglianza e pertanto sapendo dove si trovava - non l'hanno arrestato.

Secondo il difensore il mancato arresto di un sorvegliato speciale - nel caso specifico considerato particolarmente pericoloso - ha provocato una lesione del diritto alla sicurezza di ogni cittadino. Per questa ragione le prove raccolte sarebbero conseguentemente inutilizzabili e, perciò, non ci sarebbero ragioni per tenere in carcere Luigi Mancuso.

Un ragionamento giuridico che ora dovrà passare al vaglio del Tribunale che dovrà decidere se scarcerare Mancuso perché gli atti d'indagine sono inutilizzabili, se rimettere la questione alla Corte Costituzionale o, infine, se rigettare il ricorso perchè infondato.