Il mancato rispetto degli impegni da parte del sindaco e della maggioranza che ha rinviato l'odg dell'opposizione, spinge il sindacato a forme di protesta estreme.

Muro contro muro tra la politica e i lavoratori della nettezza urbana a Vibo Valentia. Le soluzioni dal Consiglio comunale continuano a non arrivare, mentre aumenta la rabbia, l'incredulità e lo sconforto. Di un fatto i lavoratori sono certi. Continueranno a lottare con le unghie e con i denti nonostante lo sgomento e l'amarezza "che abbiamo provato  - evidenzia lo Slai Cobas attraverso il responsabile provinciale Nazzareno Piperno - a vedere i risultati del Consiglio di ieri. Tanta amarezza che proviamo difficoltà ad esprimerla a parole".

Snobbati. Amarezza per come sono stati trattati e continuano ad esserlo lavoratori, persone, padri di famiglia, prima 'costretti' ad accettare sotto la decisiva pressione delle istituzioni condizioni contrattuali a dir poco peggiorative dietro la promessa di un mantenimento dei livelli occupazionali. E poi invece costretti a veder ridotti sempre più tali livelli per i quali erano stati prospettati ed accettati tanti sanguinosi sacrifici.

Il verde pubblico. Il nodo della complicata quaestio continua ad essere la gestione del verde pubblico affidato in appalto  "nonostante le stiracchiate promesse del sindaco".  Il tutto erodendo ulteriori posti di lavoro " che si aggiungono - evidenzia la nota -  a quelli persi con la mancata assunzione, nel passaggio diretto dalla Progettambiente, di ben 15 lavoratori rientranti nei 70 del famoso (o famigerato?) accordo dell'agosto 2014". Lavoratori che "l'Ased non si è fatto scrupolo di lasciare a casa, senza avere la bontà di rispondere a nessuna delle continue sollecitazioni del sindacato. Lavoratori cui, poi, ieri il Consiglio Comunale, per lo meno per quanto riguarda la maggioranza, nel rilevare la non urgenza della mozione presentata dall'opposizione, non ha dedicato neanche una parola".

Lo scontro si acuisce. Evidentemente sono "lavoratori non così importanti per i loro rappresentanti politici. Perchè non hanno gridato, non hanno protestato, ma da brave persone e lavoratori quali sono, hanno assistito silenziosi e sbalorditi, forse in ciò sbagliando ad una seduta del Consiglio comunale inutile dal punto di vista pratico ma umiliante dal punto di vista umano.  E' questa l'amarezza  - conclude Nazzareno Piperno - ed è questo lo sgomento: vedere quanto poco sono considerati i 'senza voce', quelli che con garbo ed educazione avevano chiesto un po' di visibilità e di attenzione che potesse dare un po' di speranza allo loro disperazione che invece pare destinata ad aumentare ogni giorno di più.  Da domani vedremo cosa fare presso tutte le sedi. Anche giudiziarie".