A quasi due anni dall’insediamento dell’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Romeo, il bilancio tracciato dal gruppo consiliare della Lega Salvini Premier è una bocciatura senza appello. In una nota al vetriolo, gli esponenti del Carroccio vibrano colpi durissimi, parlando di una città che, anziché progredire, colleziona «figuracce esposte come medaglie sul petto».

Al centro della polemica finisce la gestione della vicenda Meridionale Petroli. Sebbene la Lega riconosca la complessità del percorso per la delocalizzazione dei depositi, definisce «fallimentare» la comunicazione della giunta. Sotto la lente d’ingrandimento finisce il cortocircuito tra il sindaco e le figure politiche di riferimento della coalizione. «La conferenza stampa del primo cittadino per smentire il rinnovo ventennale della concessione mette a nudo una spaccatura evidente», attacca la Lega. Il riferimento è alle dichiarazioni dell'ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo (punto di riferimento del vicesindaco), che il giorno precedente aveva espresso amarezza proprio per il presunto rinnovo. «Ci domandiamo: ma all’interno dell’amministrazione, tra di loro si parlano?»

Non solo questioni ambientali e urbanistiche, ma anche pura tenuta politica. La Lega punta il dito contro la recente nascita di un gruppo consiliare legato al consigliere regionale Alecci, evento che avrebbe scosso i delicati equilibri della maggioranza. Secondo il gruppo Salvini Premier, questa manovra avrebbe costretto il sindaco a «notti insonni» culminate in un rimpasto di giunta che ha visto il sacrificio dell'assessore al bilancio. Un paradosso, sottolinea l'opposizione, visto che solo pochi giorni prima la stessa componente della giunta era stata pubblicamente elogiata per il suo operato. 

Il quadro dipinto dalla Lega è quello di una coalizione instabile, più preoccupata della sopravvivenza interna che del rilancio di Vibo Valentia. «Ci duole prendere atto – conclude la nota – che l’attuale amministrazione continua a occupare le cronache locali non per il lavoro portato avanti per la città, ma per le costanti smentite e i sacrifici sull’altare della politica interna».