"L’Amministrazione comunale di Sant’Onofrio prosegue ostinata nella sua azione pesante". Ad affermarlo sono i consiglieri comunali Gregorio Giuseppe Arcella e Giosuè Francesco Monardo. "Dopo una serie di grossolani errori - proseguono - dopo aver annullato l’incarico dell’autovelox per poi incomprensibilmente riavviare il procedimento con atto di indirizzo di Giunta, dopo essersi dimostrata 'imperterrita' al raddoppio del ticket mensa ai residente del rione Morsillara e dopo aver imposto il pagamento del suolo pubblico alla secolare festa della S. Croce, si mostra 'leggera' per l’assegnazione di due incarichi di progettazione e direzione lavori dell’importo a base d’asta di 126.700 euro per la messa in sicurezza del territorio della raccolta acque e di 209.900 euro per la messa in sicurezza del depuratore".

Costi maggiori. Secondo i consiglieri di minoranza, "ognuno si aspettava l’indizione di due gare ad evidenza pubblica ed invece si è fatto ricorso ad una procedura ristretta con invito a cinque professionisti, eseguito in modo assolutamente discrezionale senza una prima ricerca ad evidenza pubblica e senza il rispetto del criterio di rotazione". Questione importante non solo dal punto di vista della correttezza amministrativa ma, a loro avviso, anche economico: "Sicuramente, la gara aperta a tutti i professionisti avrebbe comportato una vantaggiosa competizione sia nella qualità e nell’importo dell’offerta".

Violazione della legge? "Ciò ha comportato per le due gare la presa d’atto di una sola offerta valida pervenuta e quello che appare ancora più inverosimile è che la Giunta ha approvato i due progetti di 1.500.000 euro e di 2.079.000 euro dopo davvero una manciata di giorni dall’incarico ai progettisti. Ad avviso degli scriventi, in palese violazione dell’art. 157 comma 2 ultima parte del d. lgs 50/16 che recita: 'gli incarichi di importo superiore a 100.000,00 euro sono affidati secondo le modalità di cui alla parte II titoli 3 e 4 del decreto legislativo 50/16'".

La preoccupazione della minoranza. "Tutto ciò lascia presumere, ed è questa la preoccupazione di questo gruppo consiliare, che la procedura attuata contrasta con i principi basilari dello statuto e dei regolamenti, della trasparenza e correttezza amministrativa e potrebbe comportare problematiche nel prosieguo, con conseguenze per la tenuta contabile dell’Ente". "Non si può accettare - concludono Arcella e Monardo - un simile metodo né quello degli appalti in esclusiva, così come viene respinto senza appello il criterio ampiamente adottato delle 'gioiose' ed 'insensate' spese che ad oggi imperversano senza sosta".