'Ndrangheta e narcotraffico: chiesto il processo per 32 indagati (NOMI)
Un’organizzazione radicata nel cuore di Catanzaro, capace di gestire un traffico continuo di eroina e cocaina provenienti da Napoli e Gioia Tauro, con una rete di pusher e sentinelle che garantivano attività di spaccio giorno e notte nel quartiere Pistoia, tra viale Isonzo e le vie limitrofe.
È questo il quadro ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha chiesto il rinvio a giudizio per 32 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e di numerosi episodi di cessione di droga. Secondo l’accusa, a gestire la “piazza” sarebbe stato un nucleo familiare organizzato come un vero e proprio gruppo criminale, con compiti e ruoli ben definiti: chi si occupava dei rifornimenti, chi del controllo del territorio, chi della vendita al dettaglio.
Le indagini, culminate nel blitz dello scorso marzo che portò a sei arresti, hanno svelato un meccanismo rodato e silenzioso che garantiva approvvigionamenti costanti e una presenza stabile di corrieri e vedette per eludere i controlli delle forze dell’ordine.
Al vertice della presunta organizzazione la Dda individua Fabio Bevilacqua, considerato il capo e regista del traffico di droga. È lui, secondo gli inquirenti, a decidere le strategie del gruppo, i canali di approvvigionamento e i rapporti con gli intermediari, oltre a coordinare le attività di spaccio e a pianificare l’espansione verso nuove aree di mercato.
Dopo il suo arresto, la guida dell’organizzazione sarebbe passata al fratello Cosimo, detto Coccolino, appena ventottenne ma già in grado di gestire in autonomia le forniture, le finanze del gruppo e l’assistenza economica alle famiglie dei sodali.
A lui viene attribuito anche il compito di monitorare i movimenti delle pattuglie di polizia lungo viale Isonzo, per proteggere le attività illecite del clan.
Tra i 32 indagati compaiono, oltre ai fratelli Bevilacqua, numerosi familiari e collaboratori: Luana Pappaianni, Silvana e Anna Vecceloque, Mirko, Jessica, Maria Chiara e Domenico Bevilacqua, oltre a Francesco Galeota, Daniele e Marco Passalacqua, Alfredo Benassai, Rosario Belcamino, Pierpaolo Mamone, Antonio Garzia, Damiano Veneziano, Giuseppe Mastruzzo, Teresa Mazzuoccolo, Carmelo Veciloque, Giovanni e Cosimo Abbruzzese, e altri ancora.
Il gup del Tribunale di Catanzaro, Mario Santoemma, ha fissato per il 4 marzo 2026 l’inizio dell’udienza preliminare, che dovrà stabilire se tutti gli indagati dovranno affrontare il processo.
L’inchiesta della pm Debora Rizza tratteggia un contesto di radicamento criminale profondo, dove il traffico di droga si intreccia con dinamiche familiari e con una logistica accurata, capace di garantire attività ininterrotta 24 ore su 24.
Un modello che, secondo gli investigatori, rappresenta uno dei più significativi esempi di microcriminalità organizzata urbana emersi negli ultimi anni nel capoluogo calabrese.
