Lamezia, parla la donna vittima del mostro di Gizzeria. Ricostruiti dieci anni di violenze ed abusi
Prosegue l'incidente probatorio davanti al gip del Tribunale di Lamezia. La giovane donna, rimasta segregata per dieci anni, ha raccontato particolari raccapriccianti e dolorosi
Ha raccontato particolari raccapriccianti e dolorosi, la donna romena rimasta segregata per dieci anni. Lo ha fatto in un'aula del Tribunale di Lamezia Terme, davanti al gip Emma Sommi, nella prosecuzione dell’incidente probatorio per la vicenda di violenze e abusi avvenuti a Gizzeria e che vede imputato Francesco Aloisio Giordano, il 52enne arrestato dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme lo scorso 22 novembre con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale pluriaggravata e riduzione in schiavitù.
Accuse confermate. Lontano da interferenze e in modalità protetta la donna, vittima di violenze e segregata in condizioni disumane per dieci anni dal compagno, nonché padre dei due bambini con cui è stata ritrovata, ha iniziato il suo racconto ripercorrendo quello che ha vissuto. Sono state confermate le accuse presenti anche nell’ordinanza di custodia cautelare. I particolari, sono apparsi raccapriccianti e hanno delineato appieno la mostruosità delle gesta compiute dall’uomo. Un inizio che vede delinearsi un processo molto complesso e sofferto che ripercorrerà dieci lunghi anni di maltrattamenti, violenze e abbandono. Durante l’udienza odierna si è proceduto anche a conferire un incarico ad un collegio peritale composto da due professori che valuteranno lo stato psico-fisico della madre e dei minori. E’ stato anche incaricato un nuovo psichiatra infantile che valuterà le condizioni del bambino di 9 anni. La prossima udienza avrà luogo il 27 dicembre nell’aula del tribunale lametino.
