Stasera il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegna il governatore a sospendere le iniziative sanitarie intraprese dal commissario

Forte dell'emendamento passato di recente al Senato e che elimina l'incompatibilità tra la carica di presidente della Giunta e la funzione di commissario governativo nelle regioni sottoposte al piano di rientro dal deficit sanitario, il governatore Mario Oliverio torna alla carica. Questa sera il Consiglio regionale ha, infatti, approvato una mozione che "impegna il presidente della giunta regionale a voler assumere tutte le iniziative tese a sospendere scelte strategiche nelle attività della struttura commissariale sino alle nuove determinazioni del Consiglio dei Ministri".

Braccio di ferro. Insomma, il braccio di ferro tra la struttura commissariale e il governatore non accenna a sedarsi. L'ultimo atto è stato scritto ieri con l'emanazione di due decreti delicatissimi che riguardano l'assunzione di nuovo personale sanitario a tempo indeterminato nelle aziende calabresi e la definizione dei tetti massimi di spesa per le cliniche private accreditate che svolgono prestazioni ospedaliere per conto del servizio sanitario regionale. La decisione non è stata accolta serenamente dal Consiglio che in fretta e in furia ha deciso di votare una mozione per frenare gli esiti dei due provvedimenti ritenuti "illegittimi".

In attesa. Lo snodo è rappresentato dall'emendamento alle legge di Bilancio 2017 e che, secondo quanto si legge nella mozione, dovrebbe riportare in capo ai presidenti delle regioni la gestione della sanità commissariata. Per Oliverio è solo questione di tempo e tanto basta per intimare l'alt al commissario Scura: "La fase meramente transitoria e assai limitata nel tempo dovrebbe, quindi, consigliare alla struttura commissariale per il piano di rientro della Regione Calabria un comportamento di rispetto della volontà espressa dal Parlamento italiano".

"Decisioni insopportabili". Tra le decisioni assunte dalla struttura commissariale e risultate indigeste al governatore vi è, infatti, la "mortificazione" del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, struttura rinomata per l'alta qualità della sua Cardiochirurgia. Con il decreto 135 il commissario, Massimo Scura, e il subcommissario, Andrea Urbani, hanno ridotto la dotazione finanziaria alla clinica privata per il 2017 considerando la recente inaugurazione del Centro cuore di Reggio Calabria che potrebbe erogare le medesime prestazioni ma in regime pubblico. (l.c.)