Allarme antenne a Vibo, timori per la salute. Il Pd porta il caso in Consiglio
Il "caso-antenne" al confine tra Vibo Valentia e Stefanaconi, sfociato in u'inchiesta della magistratura che ha portato al sequestro di quattro apparecchi con tre avvisi di garanzia, finisce per scuotere anche la classe politica. A sollevare l'attenzione, sull'ormai nota quaestio, è stato ieri il Partito democratico che ha presentato un ordine del giorno urgente. All'unisono il gruppo consiliare di palazzo "Luigi Razza" ha posto l'attenzione sulla presenza di emissioni superiori al 75% consentito dalla norma. Da qui la necessità per il capogruppo Russo e per tutti gli eletti dell'assise, di istituire un osservatorio permanente sull’inquinamento elettromagnetico; di realizzare, di concerto con l’Arpacal, un monitoraggio continuo delle emissioni elettromagnetiche con centraline fisse; di monitare, di concerto con l’Asp di Vibo Valentia delle patologie correlate ai campi elettromagnetici, sugli abitanti di Vibo Valentia nei quartieri limitrofi, attraverso una relazione stilata semestralmente; di applicare il regolamento Gambardella. Il tutto "al fine di tutelare la salute pubblica dei cittadini e per poter intraprendere in futuro azioni contro le installazioni di nuove antenne, nonché, nel caso di accertata pericolosità, avviare tutte le procedure necessaria alla dismissione delle antenne presenti".
