I luoghi dei bambini non meritano l’abbandono: il Pennello insorge contro Romeo
Erbacce, degrado e giochi malconci a Vibo Marina: i cittadini puntano il dito contro il sindaco. «Dopo la tragedia di Vibo, l'indifferenza è complicità: servono fatti, non foto elettorali»
Ci sono spazi che dovrebbero essere considerati sacri, zone franche dove il decoro e la sicurezza non dovrebbero mai essere messi in discussione: i parchi gioco. Eppure, a Vibo Marina, precisamente nel quartiere Pennello, la realtà racconta una storia di cronico abbandono che ha spinto i residenti a un durissimo atto di accusa nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Romeo.
Rifiuti, erbacce infestanti, ristagni d'acqua e strutture ludiche visibilmente ammalorate. Il parco giochi del Pennello è diventato lo specchio di quello che i cittadini definiscono un "lassismo amministrativo" ormai insostenibile. La critica è netta: pulizia e sicurezza dovrebbero essere garantite 365 giorni l'anno, e non apparire magicamente solo durante la stagione estiva o in occasione di passerelle elettorali.
"I bambini non possono aspettare i tempi della burocrazia o le scuse sul maltempo e la mancanza di fondi", denunciano gli abitanti. "Hanno diritto a spazi puliti e sicuri, sempre".
Il malcontento popolare non è solo una questione di estetica urbana, ma affonda le radici in una ferita ancora aperta per l’intera comunità: la tragica scomparsa di un bambino di soli tre anni e mezzo in un parco di Vibo Valentia, causata da una struttura non controllata.
Quel dramma avrebbe dovuto segnare un punto di non ritorno, un monito perenne contro la negligenza. Eppure, secondo i residenti del Pennello, la lezione sembra non essere stata appresa da Palazzo Luigi Razza.
"Quella morte ha urlato una cosa sola: mai più indifferenza. Ma al Pennello l’indifferenza continua. Dopo quella tragedia, la mancanza di manutenzione non è più solo negligenza: è complicità."
L’appello rivolto al sindaco Romeo e alla sua giunta è un ultimatum che chiede un cambio di rotta immediato. Non si accettano più rinvii o annunci di futuri progetti: sopralluogo immediato, manutenzione seria e costante, non interventi "una tantum", controlli rigorosi su ogni singola altalena, scivolo o giostrina.
La comunità del Pennello è stata chiara: lasciare degradare i luoghi dell’infanzia significa perdere pezzi di civiltà. La palla passa ora all'amministrazione, chiamata a dimostrare con i fatti — e non con la comunicazione — di voler davvero tutelare i suoi cittadini più piccoli.
