«Non c’è spiegazione che tenga: non si può accettare la morte di una ragazza di 16 anni». Così il padre di Isabel Desiré Porco, la giovane deceduta al Policlinico Gemelli di Roma dopo un improvviso malore a scuola, esprime il proprio dolore e la propria indignazione.

Sui social, il genitore denuncia le criticità incontrate durante i soccorsi: «Essere trasportati in fin di vita e arrivare in pronto soccorso in codice giallo è inconcepibile nella nostra realtà. Il medico in ambulanza non era presente, e il personale sanitario inizialmente parlava di un attacco di panico. Intanto il tempo passava senza comprendere l’origine del problema».

Il padre sottolinea l’importanza vitale dei tempi di primo soccorso e di diagnosi: «Non faccio accuse, ma voglio verità. Stiamo parlando della vita spezzata di una ragazza, figlia della nostra terra. Non deve più accadere: è necessario potenziare il pronto soccorso e migliorare il triage valutativo».

La comunità di Taverna di Montalto Uffugo (in provincia di Cosenza) si prepara a dare l’ultimo saluto a Isabel nella chiesa della Ss. Trinità, mentre il dibattito sulla gestione delle emergenze sanitarie si accende anche a livello regionale.