E' successo nell'ultima udienza tenuta davanti alla Corte d'assise di Palmi dove si sta celebrando il procedimento contro cinque imputati

Si allunga la lista degli accusati di falsa testimonianza nel processo che nasce dall’inchiesta “Atlantide”. In aula, nell’ultima udienza, sono stati chiamati a testimoniare dalla procura antimafia di Reggio Calabria Placido Giacobbe e le sue sorelle Carmela e Caterina. Sottoposti alle domande del sostituto procuratore della Dda reggina Giulia Pantano, i tre testimoni sono stato considerati reticenti dalla pubblica accusa che, alla fine dell’udienza, ha chiesto al presidente della Corte d’assise di Palmi dinnanzi al quale si sta celebrando il processo, l’invio degli atti alla procura.

Gli imputati I tre erano stati chiamati a rispondere sull’omicidio del fratello, Pietro Giacobbe, uno dei morti ammazzati che hanno insanguinato le strade di Gioia Tauro nel 2005. E proprio sul quella faida è incentrato il processo “Atlantide”. Alla sbarra nel processo in ordinario che si sta tenendo a Palmi figurano come imputati Biagio Guerrisi, Marcello Giacobbe, Rocco Ivan Stillitano, Giuseppe Stillitano ed Elio De Leo. Le accuse mosse dal pm Giulia Pantano sono, a vario titolo, quelle di associazione mafiosa, concorso in omicidio e tentato omicidio pluriaggravato, estorsione.

L’inchiesta La Dda di Reggio Calabria ritiene di aver fatto luce su tre omicidi e un tentato omicidio che insanguinarono la città di Gioia Tauro nel lontano 2005. Nello specifico ci sono, al centro delle indagini, gli episodi riguardanti il delitto di Luciano Caridi, avvenuto l’undici gennaio del 2005, l’omicidio di Rocco Albanese che risale invece al 14 marzo del 2005, quello di Pietro Giacobbe, consumato il 12 maggio dello stesso anno; e ancora il tentato omicidio di Santo Antonio Bagalà, avvenuto sempre il 12 maggio 2005.