'Ndrangheta: violazione sorveglianza, assolto a Vibo boss Francesco Mancuso
Il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, ha dichiarato il "non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste" il boss Francesco Mancuso, 59 anni, detto "Tabacco", elemento di vertice dell’omonimo clan della ‘ndrangheta di Limbadi, dall’accusa di violazione della sorveglianza speciale. La contestata violazione risaliva al febbraio 2015 quando nel corso di un controllo notturno, i carabinieri non avevano trovato nessuno in casa di Francesco Mancuso. La difesa di Mancuso, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Di Renzo, sostituito in aula dall'avvocato Antonio Barilaro, ha sostenuto che il proprio assistito si trovava in casa al momento del controllo ma il citofono era ancora in riparazione e quindi non funzionante. Sempre la difesa ha altresì sostenuto che all'atto del controllo la misura di prevenzione era da ritenersi sospesa.

Francesco Mancuso ha riacquistato la libertà nell'ottobre 2014 dopo aver scontato 11 anni di reclusione per associazione mafiosa ed usura (operazioni Dinasty e "Senza Respiro"). E' stato poi condannato in primo grado nel maggio 2013 a 6 anni di carcere per associazione mafiosa nel processo "Genesi", il cui appello a Catanzaro deve ancora essere celebrato. (g.b.)
