"La storia si ripete dal Comune alla Provincia, senza alcun risparmio ed in barba agli interessi dei cittadini vibonesi sfodera senza alcuna dignità, il lato peggiore dei suoi intrallazzi politici, supportati dalla sola sete di potere a cui stiamo assistendo da spettatori ai soliti scenari politici della destra vibonese. Non solo il Comune diventa ostaggio dei suoi stessi alleati, dove dietro ad un apparente rilancio della città, si maschera la mancata alleanza tra le diverse forze di destra, ma allo stesso vergognoso scenario ci tocca assistere anche dall’alto del consesso del consiglio Provinciale, dove per lo stesso motivo, e ad appena sei mesi dal suo insediamento, la maggioranza non raggiunge i numeri per l’approvazione del bilancio preventivo" . E' quanto scrive in una nota il coordinatore provinciale del Movimento Cinque Stelle Luisa Santoro.

Per l'esponente del Movimento Cinque Stelle "la mancata approvazione dell’importantissimo documento come il Bilancio Preventivo che potrebbe portare ad un conseguente commissariamento dell’ente, con l’impossibilità di poter effettuare alcuna spesa a favore del territorio nel prossimo esercizio. Scenari politici dunque che si ripetono, dove la tenuta del disegno delle destre vibonesi finalizzato al solo raggiungimento di potere, decretano il definitivo fallimento di alleanze poggiate anziché su programmi concreti per i cittadini ed i territori, solo ed esclusivamente sulla spartizione di poltrone e prebende. Un vecchio modo di fare politica che si auto collassa al primo scontro politico ed a cui noi Vibonesi siamo obiettivamente stanchi di assistere. Le amministrative a Vibo si svolgeranno tra meno di un’anno ma se questi sono gli avamposti tra gli attori politici di destra, non c’è nulla di cui ben sperare. Sarebbe ora di far tornare di moda, anche tra le file del centro destra vibonese, la politica “per bene” fatta di proposte serie e di gente concreta, che la smetta di prendersi gioco degli elettori con promesse elettorali mai mantenute, ma presentando programmi veri a supporto delle proprie candidature, limitandole magari ad una sola lista e non a centinaia di candidati, il cui unico fine è rastrellare voti per una guerra dei numeri, con alleanze che si dissolvono appena insediatesi".