Indebita percezione di incentivi pubblici, dirigente condannato anche in appello
I giudici contabili hanno confermato la condanna al pagamento di 33mila euro per l'ex dirigente del Comune di Gioia Tauro
I giudici contabili hanno confermato la condanna al pagamento di 33mila euro per l'ex dirigente del Comune di Gioia Tauro Giuseppe Mezzatesta. La seconda sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei Conti ha confermato la condanna inferta in primo grado rigettando l'appello presentato da Mezzatesta.
I motivi della condanna I giudici contabili hanno confermato la condanna al pagamento 33mila euro per indebita percezione di incentivi liquidati per la progettazione e affidamento lavori, quando l’architetto era uno delle massime figure dirigenziali nel comune della città del porto.
La posizione del tecnico Mezzatesta aveva impugnato la sentenza di condanna di primo grado ricorrendo in appello «prospettando nella sentenza d’appello l’assenza del danno e della colpa grave, nonché, in via subordinata, chiedendo la rideterminazione delle somme dovute in base ai riscontri probatori».
L'accusa e il rigetto La Procura generale, nell’atto conclusionale depositato il 14 agosto 2017, in relazione al merito della vicenda, ha sostenuto che dal regolamento comunale si evince che «la liquidazione del compenso postula, quanto meno, l’esaurimento della fase cui il compenso di riferisce; sicché è evidente che il Mezzatesta non aveva titolo al compenso incentivante previsto per la fase di affidamento dei lavori, bensì al solo compenso previsto per il responsabile del procedimento per la fase di progettazione, pari al quattro per cento dell’intero ammontare (€ 4.000)…Rilevato, infine, che nulla spettava all’interessato per l’attività di coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, né per la fase di affidamento dei lavori ed espletamento della gara d’appalto», ha concluso per l’inammissibilità e per il rigetto dell’impugnazione. Una conclusione fatta propria dalla Corte che ha dichiarato inammissibile il ricorso di Mezzatesta confermando la condanna al pagamento di 33mila euro.
