La proposta giunge dal consigliere comunale del Partito democratico Marco Miceli: il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre.

"Ritengo - scrive Miceli in una nota - sia importante che la nostra città lanci un messaggio di pace e di rifiuto di ogni forma di violenza e odio e ripudi ogni azione riconducibile alla discriminazione, esprimendo pubblicamente solidarietà nei confronti della senatrice Liliana Segre, vittima, nelle ultime settimane, di gravi minacce ed insulti, che la costringono, dal 7 novembre scorso, a vivere sotto scorta. Per tali motivi ho proposto un ordine del giorno per conferirle la cittadinanza onoraria di Vibo Valentia".

Liliana Segre, perseguitata a causa delle leggi razziali e antisemite, è l'unico membro della propria famiglia, nonché una dei 25 bambini italiani, tra 776 di età inferiore ai 14 anni, deportati nel campo di concentramento di Auschwitz, ad essere sopravvissuta. Quindi, rappresenta la storica testimonianza di un passato di odio, intolleranza e incomprensione

"Negli ultimi trent'anni la Segre - sostiene ancora Miceli - ha portato nelle scuole la sua testimonianza con riferimento agli effetti devastanti delle leggi razziali. In Senato sta realizzando azioni concrete di aiuto alle diversità e di condanna rispetto ad ogni forma di violenza e discriminazione. Liliana Segre, testimone vivente di una tragedia collettiva, rappresenta dunque una delle figure più nobili della nazione; omaggiare personalità di siffatto elevato profilo ci fa onore ed è utile a riaffermare i valori della tolleranza, del vivere civile e della solidarietà globale. E' fondamentale, infatti, che la nostra città, storicamente incline all'ospitalità e all'accoglienza,valori sacri della Magna Graecia, manifesti la consapevolezza che la discriminazione,in tutte le sue forme, è sintomatica di debolezza, timore e incapacità di confronto. L'accrescimento individuale e collettivo ed il bene comune, al contrario, si fondano sull'accoglienza e la solidarietà, valori che ci rappresentano e che è importante tenere vivi, con qualsiasi iniziativa utile a trasmetterli anche alle nuove generazioni. L'ordine del giorno, che verte su temi di rilevanza nazionale su cui non ci possono essere divisioni di parte, non contiene - conclude - alcun simbolo di partito e rimane aperto per essere sottoscritto, oltre che dai consiglieri del gruppo a cui appartengo, a tutte le forze politiche presenti in Consiglio che lo vogliano firmare".