Usura ed estorsione ai danni di un imprenditore nel Vibonese, due condanne e due assoluzioni
Due condanne e due assoluzioni. Questo il verdetto emesso dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia nell'ambito del processo scaturito dalle dichiarazioni accusatorie dell'imprenditore edile Nunzio Buttafuoco relative ad una serie di presunte condotte vessatorie perpetrate nei suoi confronti. Un'inchiesta scattata nel 2014 e sfociata in un'operazione della Squadra Mobile di Vibo Valentia che ha portato all'arresto di una serie di persone. Nella giornata di oggi i giudici del Tribunale di Vibo hanno emesso la sentenza di primo grado condannando a 7 anni di reclusione e 2.400 euro di multa Guglielmo Ciurleo, 58 anni, di Filogaso e a 3 anni Francesco Cracolici, 44 anni di Filogaso. Assoliti per difetto di querela Vincenzo e Franco Teti, rispettivamente 68 e 43 anni, entrambi di Filogaso.
Le richieste di pena. Al termine della sua requisitoria il pm della Direzione distrettuale antimafia Annamaria Frustaci aveva chiesto otto anni e sei mesi di reclusione nei confronti di Francesco Cracolici; sei anni e sei mesi per Vincenzo Teti; cinque anni e sei mesi per Guglielmo Ciurleo; cinque anni e quattro mesi per Franco Teti.
Le accuse. Il processo scaturisce dalle dichiarazioni accusatorie mosse da Nunzio Buttafuoco relative ad una serie di presunte condotte vessatorie perpetrate nei suo confronti nel periodo in cui lo stesso svolgeva attività nel campo dell' edilizia. Si tratta di un'inchiesta scattata nel 2014 e condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Vibo Valentia. Il pm Frustaci ha ripercorso in aula il fatto storico relativo ai capi di imputazioni partendo dagli omicidi ai danni di Raffaele e Alfredo Cracolici, ritenuti al vertice delle omonima famiglia di Filogaso e Maierato e citando le dichiarazioni rese in videoconferenza dal collaboratore di giustizia Andrea Mantella. Nel processo era imputato anche Paolo D’Elia, 91 anni, deceduto nei mesi scorsi e ritenuto figura di peso nel panorama della ‘ndrangheta reggina e vibonese.
Il collegio degli avvocati. Nel processo sono stati impegnati in qualità di parti civili gli avvocati Giovanna Fronte e Antonia Nicolini mentre come difensori degli imputati gli avvocati Tiziana Barillaro, Rocco Ceravolo e Santo Cortese.
