«Oggi è una giornata storica e un giorno di festa per le persone per bene». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni uscendo dalla Procura di Palermo dove si è congratulata con i vertici per l'arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro.

«È un giorno di festa per le famiglie delle vittime della criminalità organizzata, perché il sacrificio di tanti eroi non è stato vano - ha proseguito - perché qualcuno ha raccolto quel testimone, quella guerra è stata portata avanti. E' un giorno di festa per quegli uomini e quelle donne che nel silenzio e fuori dai riflettori, 24 ore su 24, dedicano la loro vita a questo. Noi siamo abituati a ricordare soprattutto chi si sacrifica con il sacrificio estremo per la lotta alla mafia. Poi ci sono quelle persone che sacrificano tutta la loro esistenza per raggiungere questi obiettivi».

La premier si è recata anche ad omaggiare la stele della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992. Furono utilizzati 500 kg di tritolo, per uccidere il magistrato antimafia Giovanni Falcone: gli attentatori fecero esplodere un tratto dell'autostrada A29, alle ore 17:57, mentre vi transitava sopra il corteo della scorta con a bordo il giudice, la moglie e gli agenti di Polizia, sistemati in tre Fiat Croma blindate. Oltre al giudice, morirono altre quattro persone: la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono 23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza.