Coronavirus, in Calabria sospensione delle messe e no ai funerali
Le chiese rimarranno aperte per garantire la preghiera individuale, ma viene sospesa la celebrazione delle messe. Così come le esequie dei defunti saranno possibili solo tramite benedizione della salma. Anche i vescovi della Conferenza episcopale Calabra si adattano alle indicazioni più stringenti previste dal nuovo decreto ministeriale, così da cercare di contrastare l'emergenza coronavirus. Il provvedimento del Governo ha infatti stabilito che l’apertura dei luoghi di culto è condizionata "all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro". Specificando, infine, che sono sospese "le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”.
Sospensione delle messe. In conformità con le direttive nazionali, quindi, la riunione dei vescovi calabresi ha previsto la sospensione da oggi fino al 3 aprile 2020 di "ogni celebrazione religiosa con concorso di popolo, da intendersi anche le Sante Messe, ivi comprese le esequie come da indicazioni della Cei".
Funerali. È stato poi deciso di celebrare le esequie dei defunti "esclusivamente con la benedizione della salma nelle cappelle a ciò adibite (al cimitero o presso altre strutture), o nella casa del defunto, alla sola presenza dei familiari e, comunque e sempre, osservando il rispetto della misura della distanza interpersonale di almeno un metro tra i presenti e delle altre misure igienico-sanitarie già richiamate nelle disposizioni della CEC (Conferenza episcopale Calabra, ndr) dello scorso 24 febbraio".
Matrimoni e altre celebrazioni sacramentali. Per tutti gli altri casi - come ad esempio i matrimoni - è previsto che "esclusivamente nel caso di comprovate necessità e urgenza" e "qualora secondo il discernimento oculato dei parroci non sia possibile il loro rinvio", allora si potrà "svolgere la celebrazione a porte chiuse e con la presenza dei soli familiari e comunque e sempre osservando il rispetto della misura della distanza interpersonale di almeno un metro tra i pochi presenti ammessi e delle altre misure igienico-sanitarie".
Chiese rimarranno aperte. Infine è stato deciso che "l’apertura delle chiese per la preghiera individuale è possibile, purché vengano sempre rispettate le misure igienico-sanitarie di cui al punto precedente e la distanza di sicurezza".
