«Sul tema dell'energia il presidente Roberto Occhiuto ha idee antiquate e inadatte a rispondere alle sfide ambientali, climatiche e sociali che stiamo attraversando. Continua a parlare del rigassificatore di Gioia Tauro come di un'opera importante e strategica per il Mezzogiorno al punto da richiedere un intervento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni».

Legambiente Calabria punta il dito contro il governatore calabrese: «L'impianto di Gioia Tauro costerebbe oltre un miliardo di euro e richiederebbe svariati anni per la sua costruzione che avverrebbe, tra l'altro, in una zona indicata ad alta pericolosità sismica. Si tratterebbe di un impianto particolarmente impattante sotto il profilo ambientale trattandosi di un impianto on shore che ricoprirebbe un'area di circa 47 ettari ricadente nei comuni di Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno e dovrebbe riportare allo stato gassoso 12 miliardi di metri cubi all'anno di combustibile, reso liquido per il trasporto in navi cisterna per il cui attracco sarà realizzata un'apposita piattaforma di scarico a 500 metri circa dalla costa. Tale impianto si troverebbe quindi a competere in un mercato nel quale i consumi di gas sono previsti in costante discesa in base alle previsioni del Piano nazionale energia e clima. Il presidente della Regione Calabria - prosegue Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria - ha una strana idea di sviluppo per il Sud. Legambiente è nettamente contraria alla realizzazione del rigassificatore di Gioia Tauro, un impianto che si pone in netta contraddizione con gli obiettivi di decarbonizzazione ed è ambientalmente ed economicamente insostenibile. Il futuro della Calabria passa dalla realizzazione di impianti di energia a fonti rinnovabili come impianti fotovoltaici, agrivoltaici, eolici a terra ed eolici offshore, in grado di combattere le crisi climatica ed energetica supportando, nel contempo, uno sviluppo sostenibile incentivando l'occupazione e l'economia della nostra regione. La Calabria non può più permettersi visioni miopi perché ogni progetto errato allontana la nostra Regione dalle opportunità di innovazione, miglioramento della qualità di vita e creazione di posti di lavoro».