La Cassazione riscrive il processo “Carminius” nato dall’omonima inchiesta che, nel 2019, aveva portato al blitz eseguito della Guardia di Finanza e del Ros dei Carabinieri in Piemonte. I giudici della sesta sezione hanno rivisto al ribasso solo la condanna di Salvatore Arone per il quale è stata annullata la sentenza solo per due capi di imputazione, infliggendogli comunque 16 anni di carcere  Annullata senza rinvio la sentenza di condanna emessa nei confronti di Alessandro Longo, Mario Burlò (per lui revocate anche le confische), Ivan Corvino e Carlo Bellis.

Nulla pure la sentenza impugnata nei confronti di Antonino Buono per una serie di capi di imputazione, così come per Nicola De Fina, Enza Colavito, Carlo De Bellis e Roberto Rosso in relazione al reato di cui al capo R1, e rinvia per nuovo giudizio su tutti i predetti capi ad altra sezione della Corte di appello di Torino. Rigettato nel resto il ricorso di Antonino Buono e Francesco Arone, condannati al pagamento delle spese processuali. Inammissibili, invece, i ricorsi di Raffaele Arone, Antonino Defina, Angiolino Petullà e Francesco Santaguida, condannandoli al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Inammissibile anche il ricorso della PG nei confronti di Antonio Pilutzu. Come dire, processo riscritto in Cassazione rispetto a quanto visto in appello che, al contrario, aveva visto una raffica di condanne confermando, di fatto, l’impianto accusatorio della Dda di Torino che aveva retto già in primo grado. Tra le sentenze annullate c’è anche quella dell’ex politico ed esponente di Fratelli d’Italia, Roberto Rosso, condannato invece in appello a 4 anni e 4 mesi.
Buone notizie anche per Antonio Buono, assolto in primo grado e condannato in appello a 13 anni e 6 mesi.